Iniziato il restauro in diretta delle tele di San Quirico

Quattro dipinti danneggiati dal tempo e dalle muffe verranno riportati all’antico splendore nel mese di agosto sotto gli occhi di parrocchiani e turisti

PESCIA. Anche vedere una pittura intaccata dalla muffa è una forma d’attenzione importante che può “salvare” un’opera d’arte, o più di una. È quanto è accaduto a San Quirico, dove alcune volontarie parrocchiane hanno notato che sulla tela che rappresenta Sant’Antonio da Padova, ospitata all’interno della chiesa del paese, da qualche tempo erano comparse delle venature anomale. Trattasi di muffe, che in questi giorni la restauratrice Rossella Lari sta rimuovendo per riportare il dipinto alle sue condizioni ottimali. «L’attacco delle muffe è stato segnalato per tempo – ha spiegato la Lari – il colore, infatti, non era eroso e il recupero è stato possibile».

Per quest’operazione di “pulitura” la tela è stata rimossa dalla sua collocazione e spostata in un altro ambiente. «Un accorgimento dovuto al fatto che le spore possono facilmente infestare altre opere – ha proseguito la Lari – tanto che oltre alla superficie dipinta ho sanificato anche il retro».


Ipotesi non troppo peregrina quella della contaminazione di altre opere, dal momento che un altro dipinto, rappresentante una Sacra Famiglia, è stato aggredito, oggetto anch’esso di una sanificazione, per quanto più semplice, che non ha richiesto il suo spostamento.

Per evitare la dispersione delle muffe, dovute per lo più alle condizioni di umidità, sarebbe necessaria una manutenzione costante, ma quasi mai viene effettuata in contesti diversi da quelli museali. Perché? Prima di tutto perché è difficile che il ministero dei Beni culturali o gli Arcivescovati mettano a disposizione risorse per finanziare questo genere di lavori. Se questo è stato possibile a San Quirico il merito è solo della piccola comunità che lì vi abita.

Proprio grazie all’impegno nel reperimento dei fondi – in parte giunti da una pesca di beneficenza allestita durante la Sagra del Neccio e in parte da una donazione della Misericordia – è stato possibile sanificare le due tele del XVII secolo aggredite dalle muffe e ultimare il restauro di altre quattro tele della Via crucis, affidate alla scuola di restauro di Firenze Uia qualche anno fa, ma restituite alla parrocchia ancora in fase di lavorazione a causa della chiusura dell’Istituto.

Adesso il restauro delle quattro tele è stato affidato alle mani sapienti della restauratrice Barbara Anna Barbini, che la vedrà impegnata fino alla fine di agosto. Anche la formula scelta per questo restauro è originale. Esso, infatti, avviene “in diretta” tutti i giorni e pubblicamente, così che chiunque voglia – curiosi, paesani e visitatori occasionali – possa fermarsi ad ammirare il lavoro di ricostruzione delle parti mancanti.

«Solitamente lavoro nel chiuso del mio laboratorio – ha spiegato la Barbini – in silenzio e senza distrazioni. Quindi questa è un’esperienza nuova anche per me, ma la trovo molto divertente e anche arricchente. Sono molti i beni della chiesa andati perduti per via dell’incuria, questo tipo di iniziative oltre a contribuire alla salvaguardia dei beni è utile a sensibilizzare la comunità. Sono rimasta colpita dall’amore che questa gente ha dimostrato per il suo territorio, speriamo che altri la prenda ad esempio» . –

Maria Salerno

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