Varenne prepara il trasloco per una battaglia legale

Il Tribunale di Napoli ha reso esecutivo il sequestro del Capitano, che dovrà dare l’addio alla donna che da diciassette anni lo accudisce e gli dà da mangiare

MONTECATINI. Varenne, il campione assoluto dell’ippica mondiale, protagonista in due occasioni anche di passerelle al Sesana nelle fantastiche notti d’estate, è al centro di una battaglia legale e di un moto di affetti che sui social ha portato anche ad una petizione. Lo scorso aprile la seconda sezione del Tribunale Civile di Napoli ha stabilito il sequestro giudiziario di Varenne, chiesto dalla Varenne Futurity del propietario Enzo Giordano, nell’ambito di una battaglia legale contro la Varenne Forever srl, il cui amministratore è Valter Ferrero, attuale presidente dell’Anact, l’associazione italiana degli allevatori di trotto. Sequestro ottenuto dopo le presunte inadempienze della Varenne Forever per un importo di oltre 400.000 euro non completamente rimborsati e in gran parte relativi a monte incassate per conto di Giordano ma, in un primo tempo, non pagate.

La sentenza del Tribunale di Napoli sarà esecutiva a fine luglio, con Varenne che dovrebbe lasciare l’Allevamento del Grifone di Vigone (Torino) della famiglia Brischetto, che subito diventò teatro di frequenti pellegrinaggi dei tifosi, primo fra tutti quello in occasione del compleanno di Varenne, il 19 maggio.


In Piemonte il Capitano è arrivato dopo aver terminato la carriera nel settembre 2002. Da 17 anni c’è una donna, Anna Crespo, che ogni mattina ne spazzola la criniera, lo passeggia e gli dà da mangiare. Tra lei e il cavallo più grande della storia dell’ippica si è creato un meraviglioso rapporto. Ma lei, per motivi familiari, non potrà seguirlo nella nuova destinazione, che Enzo Giordano ha individuato nell’Equicenter Monteleone del dottor Rognoni a Inverno, in provincia di Pavia. Chi la conosce la descrive come addolorata da questa vicenda. È proprio il rapporto magico tra Varenne e Anna che ha scatenato sui social una petizione che ha subito ha fatto il giro d’Italia e ha avuto tante adesioni, così come i bambini degli asili del Piemonte si sono uniti con disegni dove chiedono che Varenne non lasci quel luogo dove ha vissuto quasi due decenni.

La vicenda è complessa e un’altra chiave di lettura è che un proprietario come Enzo Giordano, che attorno a questo cavallo straordinario ha costruito anche iniziative benefiche, non va visto come il cattivo di turno. A Napoli, chi lo conosce bene, dice che è amareggiato e addolorato. Non è stata una decisione istintiva quella di chiedere il sequestro di Varenne, ma qualcosa di maturato in anni di “gravi inadempienze”.

Giulio Ravenna, toscano di Carrara, cura l’immagine sociale di Varenne. È legato da antica amicizia con il proprietario del cavallo pluricampione: «Ho sentito diverse volte Enzo Giordano. Anche lui è addolorato per tutto questo e comprende quello che può provare Anna Crespo. Ma difficilmente credo che recederà dalla sua decisione, sostanziata anche da una sentenza del Tribunale. Al 99,9% a fine luglio il cavallo lascerà Vigone per raggiungere la nuova destinazione». Anni di comportamenti non eticamente corretti, secondo quel napoletano che, spesso con generosità, ha aiutato gli altri quando gli è capitata la fortuna di diventare proprietario del cavallo più forte della storia, hanno distrutto una favola. Abbiamo la bellezza, ma da italiani sappiamo distruggerla. —

Paolo Allegri