Presenze con il segno più, si è tornati a 1,7 milioni

A Montecatini il 2018 ha riportato i dati indietro di sei anni, con un aumento del 3,5 per cento. Male invece dicembre per gli italiani: il Natale non tira più, va ripensata l’offerta

MONTECATINI. È ancora segno più – ed è il secondo anno consecutivo – per il bilancio 2018 del turismo montecatinese. Lo scorso anno le presenze sono infatti cresciute (rispetto al 2017) di oltre il 3,5% nonostante un finale disastroso con un profondo rosso per gli italiani (già iniziato nel 2016 e confermatosi nel 2017, segno inequivocabile che la Città del Natale deve essere riveduta e corretta). Tutte in crescita, comunque, le percentuali di arrivi e presenze, sia dall’Italia che dall’estero. E si torna (dopo ben 6 anni di “prove generali”) a sfondare il muro del milione e 700mila presenze totali. .

NUMERI ASSOLUTI

Nel corso del 2018 a Montecatini si sono registrate in totale 1.709.073 presenze, cresciute del 3,55% (662.764 sono invece stati gli arrivi), delle quali 472.304 dall’Italia (+6,73%) e ben 1.236.769 dall’estero (+2,01%). Nel 2017 le presenze totali erano state 1.650.444 e nel 2016 1.583.645. Gli unici segni negativi nei mesi estivi (luglio e agosto) e, come detto, degli ultimi due mesi dell’anno. Per il resto tutti segni più, con il record di marzo (+39%) e performance a doppia cifra anche a maggio.

MESE PER MESE

Questo il quadro delle presenze registrato nel corso del 2018: gennaio 37.374; febbraio 39.027; marzo 123.858; aprile 195.722; maggio 218.919; giugno 198.517; luglio 199.623; agosto 189.507; settembre 208.260; ottobre 169.928; novembre 75.351; dicembre 52.987. Come si può vedere settembre, tradizionalmente il mese “principe” del turismo montecatinese, è stato soppiantato da maggio per numero di presenze totali (questo soprattutto grazie al traino dagli stranieri, laddove gli italiani hanno preferito aprile per venire in città).

TORNANO I GIOVANI

È stato un ottimo anno soprattutto per le presenze di italiani, anche piuttosto giovani. «Un mercato – dice l’assessore al turismo Alessandra De Paola – che potrebbe raddoppiare con un’adeguata offerta termale del benessere». Peggiore, invece, la performance dei francesi e degli inglesi, stazionaria quella dei tedeschi (altro mercato tradizionale per le strutture alberghiere), mentre molto bene è andata l’area ex sovietica (russi, ucraini e kazaki).

NATALE ADDIO

Si conferma il depotenziamento della Città del Natale (poco meno di 53mila presenze a dicembre, delle quali 33mila dall’Italia), in linea con il trend nazionale: aumentano le frequentazioni “in giornata” delle migliaia di attrazioni natalizie ovunque in Italia e diminuiscono le presenze turistiche che hanno questo come motivo di viaggio, trovando sempre più esempi quasi a km zero . «Occorre ripensare questo segmento – ammette De Paola – spostando l’attenzione su un’accoglienza a tema piuttosto che a una tematizzazione dei monumenti».

BENE ANCHE LE ALTRE

In aumento – ovviamente con volumi nettamente inferiori – anche le altre due città turistiche della Valdinievole. A Pescia si è passati dalle 64.712 presenze del 2016 e dalle 64.838 del 2017 alle 66.237 del 2018; a Monsummano dalle 41. 087 del 2016 e dalle 43.232 del 2017 alle 46.850 del 2018. I mesi più prolifici sono stati luglio e agosto. —

David Meccoli