Amidei: «Il parroco mi intimò di togliermi la fascia»

LARCIANO. «Don Gian Luca Palermo non mi ha invitato a togliermi la fascia, me l’ha intimato, a voce alta e minacciosa». La sindaca di Larciano, Lisa Amidei, è un fiume in piena, ripercorrendo la...

LARCIANO. «Don Gian Luca Palermo non mi ha invitato a togliermi la fascia, me l’ha intimato, a voce alta e minacciosa». La sindaca di Larciano, Lisa Amidei, è un fiume in piena, ripercorrendo la vicenda del crocifisso: quella che, in sostanza, ha portato al diverbio di sabato scorso con il parroco di Castelmartini, don Gian Luca, appunto.

«A fine 2016 – spiega la prima cittadina – don Gian Luca donò al Comune un crocifisso, chiedendomi di appenderlo in sala consiliare. Apprezzai il dono, ma spiegai al parroco che non sarebbe stato possibile. Poco tempo dopo, guarda caso, il gruppo consiliare della Lega Nord presentò una mozione con la richiesta di appendere un crocifisso in sala consiliare. Il consiglio comunale, però, a maggioranza dei presenti, la bocciò».


«Da lì – prosegue – iniziarono tutta una serie di ripercussioni nei confronti dell’amministrazione da parte di don Gian Luca, sfociate nel fatto grave di sabato. Ci tengo a chiarire di non aver tolto niente, né dal Comune, né da nessun altro immobile di proprietà del Comune, come le scuole. Ritengo, infatti, che il crocifisso non sia un simbolo da ostentare, bensì di fede e rispetto personale . Ribadisco che la fascia non è un orpello; è un oggetto che porta in sé un significato e un impegno molto serio perché rappresenta tutta la comunità. Don Gian Luca, poi, ha detto di essersi comportato così perché richiesto da “molti fedeli”. Ma come? Un parroco, che dovrebbe praticare la tolleranza, l’amore e quanto di bello ci è stato insegnato, invece di unire e cercare un confronto, appoggia sentimenti di disunione? È come se io, in qualità di sindaco, appoggiassi le liti fra i cittadini invece di provare a riportare l’armonia. Ritengo, dunque, quanto accaduto inqualificabile e di estrema gravità» .