Manifestanti in Regione mascherati da uccelli

Iniziativa degli Amici del Padule di Fucecchio per opporsi al licenziamento dei due dipendenti del Centro di ricerca di Larciano. E intanto si cercano fondi

MONSUMMANO. A Firenze, davanti alla sede del consiglio regionale della Toscana di via Cavour, con indosso maschere raffiguranti le tante specie di uccelli che svernano e nidificano all’interno della riserva naturale del Padule di Fucecchio. Il teatrale presidio, organizzato dall’associazione Amici del Padule di Fucecchio, è in programma martedì 14 novembre, a partire dalle 16. È la nuova manifestazione – con lo slogan “La natura non si smantella” – promossa contro la chiusura dopo oltre vent’anni del Centro di ricerca e documentazione del Padule, e per opporsi al licenziamento dei due storici dipendenti, che dal 1° gennaio 2018 potrebbero ritrovarsi senza una occupazione.

Gli Amici, con le loro frequenti iniziative degli ultimi mesi, hanno tra l’altro già ottenuto un primo risultato, ovvero il prolungamento del loro contratto di lavoro fino al 31 dicembre 2017. Ma la struttura resta in bilico ufficialmente per mancanza di fondi. Alcuni denari potrebbero arrivare dalla campagna di crowdfunding (raccolta fondi) a sostegno dei progetti e delle attività del Centro, che sarà lanciata venerdì 27 ottobre nella saletta soci del centro commerciale Coop Firenze di Massa Cozzile.


Nell’occasione saranno presenti il presidente dell’ente e sindaco di Monsummano, Rinaldo Vanni, e l’assessore al turismo di Montecatini, Alessandra De Paola, che per prima aveva avanzato l’idea consapevole delle grandi potenzialità turistiche del Padule di Fucecchio e delle sue uniche caratteristiche ambientali. Insomma, da più parti si avverte l’impegno di tentare di salvare l’associazione Onlus (che fino a tre anni fa andava avanti con il contributo della Provincia) e ciò che nel tempo è stato costruito.
E la prossima settimana verrà anche consegnata ai Comuni di Larciano e Lamporecchio la raccolta firme (che ha raggiunto quasi 3.000 sottoscrizioni) per chiedere alle due amministrazioni di rientrare come soci nel Centro, da loro abbandonato nel 2014. Tutti tentativi per evitare il definitivo de profundis e prendere ulteriore tempo.
Ma è comunque la Regione Toscana – che ha in carico la materia ambientale – a doversi pronunciare sulla questione perlomeno per far sapere quali sono (se ci sono) i progetti per il futuro. E intanto si vedrà arrivare un po’ di persone con indosso maschere di pennuti.