Diecimila presenze al Festival di Collodi

Uno dei simpaci mezzi di locomozione a Collodi

Senza Fili Pinocchio Street Festival ha realizzato la singolare fusione fra arte e palcoscenico

PESCIA. Non è rivolta ad un solo pubblico, ma a molti pubblici: dalle famiglie agli appassionati di buona musica, dagli amanti del teatro agli estimatori del cibo di strada il “Senza Fili Pinocchio Street festival”, la manifestazione organizzata dall’Associazione Terzotempo di Pescia, in collaborazione con la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, l’Associazione Internazionale Open Street aisbl di Bruxelles, l’Associazione Il Teatro Che Cammina di Treviso, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, che lo scorso fine settimana ha portato a Collodi all'incirca 10mila persone. Il bilancio è di Giovanni Baglioni, presidente dell'associazione Terzotempo, che parla di un successo “in crescendo” dell'evento che dalla serata inaugurale di venerdì 25 fino a quella di chiusura di domenica 27 ha visto moltiplicare presenze e partecipazione, a conferma del fatto che la formula dell'evento, inedita e originale, è risultata “azzeccatissima”. «Siamo molto felici dell'esito della manifestazione – ha dichiarato Baglioni – il cui successo si deve anche alla sinergia che si è creata con il paese di Collodi e la collaborazione di tanti volontari, giovani e meno giovani». Oltre ad avere proposto degli spettacoli artisticamente di qualità, basti pensare al Trio Trioche che ha impressionato tutti con il suo “Troppe arie” - un mix di musica da repertorio classico, contaminata da ritmi dance e gag esilaranti – e i Circondati che con la loro “idiozia illuminata” hanno stupito grandi e piccoli con uno spettacolo di clownerie avvincente e nulla affatto scontato (solo per citarne due), il merito del festival Senza Fili è sicuramente quello di avere realizzato una fusione tra arte e palcoscenico. Il palcoscenico è l'intero paese di Collodi, in cui ogni scorcio prospettico, ogni angolo, dalla piazzetta dei mosaici, al giardino Garzoni, dalla piazza delle Fontane alla piazza S. Antonio si è animato e rivelato il suo volto. Grazie al servizio navetta i visitatori si sono mossi agevolmente dal centro al castello. In cima, alla pieve di san Bartolomeo i più fortunati hanno potuto godere di un concerto offerto da un'interprete d'eccezione: Mariella Mochi, già direttrice dell'accademia di musica italiana per organo che ha suonato il celebre organo costruito da Michelangelo Crudeli nel 1792. «Ringrazio tutti coloro che a vario titolo hanno fatto sì che questa manifestazione, giunta alla seconda edizione funzionasse, in special modo il direttore artistico Alessio Michelotti e il coordinatore Marco Michelotti – ha concluso Baglioni – ma soprattutto i volontari che si sono adoperati in tutti i modi perché tutto andasse per il meglio». Apprezzamenti sono giunti anche dal presidente della Fondazione Collodi, Pierfrancesco Bernacchi, che ha definito il festival: «un Paese dei Balocchi che intreccia il Teatro di Mangiafuoco ai più innovativi linguaggi performativi e alle tendenze della scena contemporanea» ed esattamente come fa Pinocchio, anche il festival ha avuto il merito di farsi capire e apprezzare dai ragazzi di qualsiasi età.