Maxi-truffe alle ricevitorie: due arresti

Una agente della Polizia postale mentre lavora all’inchiesta

Nuova tranche dell’indagine della Polizia postale di Pistoia: in manette per ricettazione i cassieri della banda

MONTECATINI. L’organizzazione individuava le sue vittime tra i gestori delle ricevitorie. E lo “specialista” di turno le contattava spacciandosi per referente della Sisal, la società che gestisce numerosi giochi, tra cui Super Enalotto e Vinci la vita-Win for life. E faceva loro credere che si erano verificate alcune incongruenze contabili nelle giocate, invitandole ad effettuare immediatamente delle ricariche su delle carte postepay per sanare le problematiche rilevate. Le carte ricaricate in realtà appartenevano ai complici dei truffatori, che provvedevano, nel giro di pochissimi minuti, a prelevare il denaro attraverso sportelli automatici sempre diversi.

Al termine di una complessa indagine portata avanti dagli investigatori della Polizia postale di Pistoia e coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco (e che lo scorso aprile, portando alla luce una truffa da 91.000 euro, aveva già portato all’arresto di tre persone), l’altra mattina sono scattate due nuove misure cautelari, questa volta per il reato di ricettazione. A finire in carcere è stato Demetrio Caracciolo, 59 anni, calabrese residente a Montecatini in via Petrarca, uno di coloro che già era finito in manette (ai domiciliari) quattro mesi fa. Agli arresti domiciliari, invece, Riccardo Lavuri, 56 anni, residente a Serravalle, in via Viliepoli.

Le intercettazioni telefoniche disposte nei suoi confronti quando già si trovava agli arresti domiciliari hanno infatti accertato – secondo la procura – che dall’11 al 26 aprile Caracciolo aveva chiamato il Lavuri sempre in concomitanza di ricariche telefoniche truffaldine per dargli il via libera al prelievo con un semplice “vai”. Prelievo che veniva effettuato quasi all’istante. L’ultimo, all’ufficio postale di Traversagna, dove il Lavuri era stato immortalato dalle telecamere.

Prove che hanno convinto il gip a ordinare gli arresti. (m.d.)