Attentato a Barcellona. Il racconto: «Sfuggiti alla follia per pochi minuti»

Francesca Nucci e Alessio Regina a Barcellona, poco prima dell'attentato

Francesca e Alessio erano vicini alla Rambla: abbiamo visto i negozi chiudere e gli elicotteri sopra le nostre teste

BARCELLONA. Chanel, Gucci, Louis Vuitton, Armani, Burberry... Quei negozi di marca che rappresentano il cuore del Passeig de Gràcia, hanno chiuso con concitazione le porte. I commercianti, raggiunti da un tam tam frenetico di voci, hanno abbassato le saracinesche.

Francesca Nucci e Alessio Regina, 21 e 23 anni, lei di Lamporecchio e lui di Cerreto Guidi, si sono guardati in giro, perplessi. Sopra le loro teste hanno sentito le eliche degli elicotteri delle forze dell’ordine.


Passeig de Gràcia, uno dei viali più belli e affollati di Barcelona, a meno di 700 metri da Plaza de Catalunya: sono stati quei pochi minuti trascorsi sul viale a guardare le vetrine e i palazzi con la curiosità dei turisti a metterli al riparo dalla follia omicida degli attentatori. Appena oltrepassata Plaza de Catalunya, sulle Ramblas, un furgone bianco si schiantava contro un’edicola dopo aver falcidiato come fossero birilli le persone che incontrava durante la sua folle corsa. Tredici le vittime confermate, al momento, dal governo. Oltre 60 i feriti assistiti negli ospedali catalani.

L’uomo che ha noleggiato il furgone, il magrebino Driss Oukabir, già noto alla polizia, è stato arrestato intorno alle sette del pomeriggio. Almeno due le persone braccate per il coinvolgimento nell’attentato terroristico.

La polizia davanti alla fermata della metro di Plaza de Catalunya


«Eravamo su Passeig de Gràcia – racconta Francesca Nucci – il viale dei negozi di marca... Abbiamo visto che chiudevano, uno dopo l’altro. Giù tutte le serrande. E poi, alzando la testa, tutti quegli elicotteri...»

«Come mai?», si sono chiesti Francesca e il suo ragazzo, Alessio. «Lui ha scherzato: “Stai a vedere che qualcuno ha fatto un attentato”... E in quel momento è passato un turista italiano: «L’hanno fatto davvero, sulla Rambla». Qualche attimo di sconcerto e poi la curiosità ha avuto la meglio. «Abbiamo cercato di avvicinarci a Plaza de Catalunuya. Stavamo tornando a piedi lì quando c’è stato l’attacco terroristico, perché il nostro albergo si trova in Plaza Reyal, una traversa della Rambla».

Plaza de Catalunya era già transennata con le fettucce. «La polizia impediva a chiunque di avvicinarsi. Non ho visto feriti, eravamo comunque troppo distanti, ma si respirava un’atmosfera di grande tensione. Sirene, e ambulanze che sfrecciavano verso il viale. Le persone si guardavano intorno con sgomento».

Per Francesca, figlia di KatiusciaNeri e Paolo Nucci, fotografo del Tirreno, e Alessio, ieri era il primo giorno a Barcellona. «E per me la prima volta in Catalogna», confida la ragazza. Non hanno intenzione di andarsene. «Siamo partiti per stare qui una settimana, non ce ne andremo...».

Nessuna follia terroristica può spingere a rinchiudersi nelle proprie case, è il messaggio che arriva da questi due giovani. «Siamo dovuti tornare indietro – raccontano – a Passeig de Gràcia. Ci siamo fermati in un fast food per mettere in carica un cellulare e leggere notizie su internet, l’unica fonte che avevamo in quel momento». Poi hanno provato a chiamare il loro albergo, Ambos Mundos. Non era affatto scontato che ieri sera potessero dormire lì.