Montalbano spa, arrivano gli inglesi e investono 3 milioni

Una panoramica dell’area della Montalbano Industria Agroalimentare di San Baronto

Gli ammodernamenti tecnologici nell’azienda di Lamporecchio hanno assorbito molte risorse. «Stiamo trattando con le banche»

LAMPORECCHIO. Fuori discussione che la crisi abbia colpito. Vero anche che gli investimenti in tecnologie degli ultimi anni abbiano assorbito così tanto capitale da creare qualche tensione finanziaria in azienda. Ora però l’azienda di sottoli Montalbano di Lamporecchio, tra le maggiori del settore in Italia, è pronta a rilanciare. Anzi, lo sta già facendo con un investimento da 3 milioni di euro. Tutto questo grazie all’ingresso nella spa di due fondi inglesi: Oxy Capital e Attestor Capital. Sono loro, infatti, che hanno acquisito il 51% di Montalbano a fine luglio. Sono loro che garantiranno l’investimento da 3 milioni di equity con l’obiettivo di riqualificare la produzione agroindustriale. Mentre la famiglia Oriana mantiene il 49% e Giuseppe Oriana continua a coprire la carica di presidente del consiglio di amministrazione.

Ma il rilancio in cosa consiste? Diversificazione della produzione e valorizzazione dei mercati. In concreto: non solo carciofini e olive verdi, ma anche salse gourmet per il condimento di pasta di alta gamma. Non solo mercato italiano, che rappresenta il 60% del giro d’affari, ma anche e sempre di più estero.

Anche perché il mercato italiano è stabile. I sottoli Montalbano vendono tramite la grande distribuzione. Tanto per fare alcuni nomi: Coop e Conad nel centro-Italia, Esselunga e Bennet nel nord-Italia. Ma Regno Unito, Europa del Nord, Stati Uniti e Giappone sono una prateria che potrebbe dare grandi soddisfazioni nel medio-lungo periodo.

Ma iIn Italia alcune sorprese positive potrebbe saltare fuori dalle sinergie commerciali e produttive allo studio con la società Olio Dante, già nel portafoglio di Oxy. È in programma anche l’inserimento in azienda di nuove figure managerali proprio da parte dei due fondi inglesi. E i 20 milioni di debito contratti con le banche? «Nessuna preoccupazione. Non ci sarà nessuno stralcio del debito – dice il presidente Giuseppe Oriana –, stiamo trattando con gli istituti di credito proprio in questi giorni. Il nostro obiettivo è di tutt’altro tipo, è quello del rilancio». Per i finanziamenti l’azienda si rivolge agli istituti Carige, Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia (gruppo Intesa Sanpaolo), Cassa di Risparmio di Volterra, Credito cooperativo di Vignole e Credito cooperativo di Signa.

Ma qual è la situazione finanziaria di Montalbano? Per il 2016, l’azienda ha chiuso con ricavi netti per circa 16 milioni di euro e un ebitda di 500mila euro. Quanto al 2017 si prevedono ricavi in lieve calo a seguito della ristrutturazione aziendale in corso e l’ebitda dovrebbe aggirarsi intorno ai 250mila euro. Il 2018 dovrebbe vedere una crescita del giro commerciale: alcuni contratti con gli Usa sono stati chiusi in questi giorni e dovrebbero dare i frutti l’anno prossimo. Ultimo capitolo: il personale. L’obiettivo è preservare i quaranta posti di lavoro dello stabilimento di Lamporecchio. «Abbiamo cominciato una discussione con le parti sindacali, da parte delle direzione c’è piena disponibilità a un collaborazione per trovare un accordo», dice Oriana. Mentre potrebbero esserci dei cambiamenti in negativo per le figure che danno un apportodall’esterno: agenti commerciali, addetti alla riparazione dei macchinari, trasporti. In tutto, venti-venticinque persone.