Terme di Montecatini, ancora in attesa di perizia

L'Au delle Terme Carlo Brogioni in commissione partecipate (Foto Nucci)

Piano industriale e bilancio 2016 rinviati: manca la valutazione patrimoniale

MONTECATINI. Sembra ormai che il futuro delle Terme – e di conseguenza della città – dipenda dalla perizia sul patrimonio immobiliare. Una stima sul valore degli immobili che era stata affidata inizialmente all’Agenzia delle entrate, ma visto che la situazione non si sbloccava, è stata poi “dirottata” a un’agenzia privata di intermediazione immobiliare (la Reag). Che però non ha ancora portato a termine il suo incarico. E questo significa bilancio (quello del 2016…) ancora da approvare, assemblee dei soci da rimandare, alienazioni immobiliari ferme al palo, piano industriale da rivedere, potenziali investitori in attesa alla finestra. Un circolo vizioso che non riesce a disincagliarsi con, sullo sfondo, le acque sempre più agitate attorno all’azienda più importante.

È quanto ha cercato di spiegare ieri in commissione società partecipate l’amministratore unico delle Terme Carlo Brogioni. «La valutazione patrimoniale – spiega – risulta necessaria rispetto alle esigenze finanziarie della società legate alle dismissioni. Lo stesso piano industriale è fortemente condizionato a questo procedimento. L’agenzia ci ha inviato una prima bozza di valutazione, ma a nostro avviso è assolutamente discordante».

La prima conseguenza di questi ritardi è l’impossibilità di approvare il bilancio, che, come anticipa Brogioni, vedrà comunque una perdita nella gestione caratteristica, seppure più contenuta rispetto all’anno precedente. E anche i primi sei mesi dell’anno, nonostante una buona partenza che facevano pensare a una ripresa del fatturato con segno più tra il 15 e il 30 per cento, si sono ridimensionati (seppure sempre col segno positivo) a causa di una serie di interventi alle fonti e al reparto inalatorio che hanno fermato il servizio per alcuni giorni. A contribuire alla complicata gestione corrente dell’azienda ci si è messo anche il continuo slittamento dei tempi dell’arrivo dei 5 milioni di finanziamento dal Cipe con cui il Comune acquisterà la Palazzina Regia dalle Terme.

«Con quei soldi – spiega Brogioni – possiamo chiudere debiti importanti, come quelli con la Cmsa. Potremmo così innescare un meccanismo che, unito alla vendita di beni non strategici, ci possa progressivamente portare a una situazione di ordinaria gestione riducendo il debito verso le banche».

«Le migliori condizioni di vendita della società – aggiunge il vicesindaco Ennio Rucco – si raggiungono con un bilancio chiaro e trasparente. Per questo è necessario mettersi a posto con i creditori, per poi rinegoziare nuovi contratti con le banche. Sperando che, nel frattempo, la Regione venda le sue quote il più velocemente possibile. Da parte del Comune, se è vero che non può comprare le quote, è altrettanto vero che non scapperà e si proporrà come cerniera tra la città e l’investitore privato».

«Quest’ultimo – aggiunge Brogioni – dovrà mettere sul piatto almeno 100 milioni per rilanciare l’azienda: e nessuno lo farebbe ponendosi contro il Comune».