Cittadini contro la criminalità, parte il controllo di vicinato  

Un cartello che indica la presenza del controllo del vicinato simile a quelli che saranno installati in città

I primi tre cartelli verranno installati in via Liguria e via Cividale, ma anche via Garibaldi sarà “vigilata” dai residenti. La presentazione del progetto nella Sala consiliare del Comune di Montecatini

MONTECATINI. I primi tre cartelli che recano una sorta di “avvertimento” da parte del cittadino circa il proprio contributo alle politiche di sicurezza, saranno a breve installati in tre vie “difficili”, da questo punto di vista: Cividale, Liguria e Garibaldi.

Sono segnali gialli, rotondi (quelli che nella cartellonistica stradale significano divieto o pericolo e ben si intuisce di che cosa, in questo caso), con al centro disegnati un rappresentante delle forze dell’ordine al fianco di una famiglia (padre, madre e ben tre figli, merce rara in Italia…). E recano una scritta che lascia ben poco spazio all’immaginazione: “Zona controllo del vicinato”.

Il “controllo del vicinato” è nato, come quasi tutte le novità (soprattutto quelle legate al concetto di “difesa”), negli Stati Uniti, la patria del “not in my back yard” (in pratica: dove volete, ma non nel mio cortile, nel mio giardino). Nel nostro Paese si è sviluppato già da qualche anno al Nord, ma recentemente sta prendendo campo anche in Toscana: a Lucca, Montecarlo, ma se ne parla anche a Fucecchio e a Empoli.

Per presentare le possibilità offerte da questo “strumento” di controllo del territorio, l’associazione “Cittadinanza attiva” ha organizzato un incontro che si terrà in Sala consiliare del Comune venerdì 19 maggio alle 20,30. Parteciperanno Michele Gori (referente dell’associazione “Controllo del vicinato” per le regioni Toscana e Liguria), il vicesindaco Ennio Rucco e il responsabile della polizia locale. “Il miglior antifurto è il tuo vicino”, si legge nella locandina che invita a partecipare all’evento. «Il controllo del vicinato – spiega Marco Lucarelli, di Cittadinanza Attiva – è un efficace strumento di prevenzione contro la criminalità che presuppone la partecipazione attiva dei cittadini e la cooperazione con le forze dell’ordine al fine di ridurre il verificarsi di reati contro la proprietà e le persone».

Ma secondo Cittadinanza Attiva qui non c’entrano nulla la giustizia fai da te, le ronde o i cittadini-sceriffi. «Nessuno chiede a nessuno – sottolinea Lucarelli – di intervenire in casi di emergenza. Vogliamo solo aumentare il livello di sicurezza sul territorio creando una specie di rete tra cittadini e segnalando sempre alle forze dell’ordine tutte le anomalie: rumori strani in casa di famiglie in ferie, personaggi che si aggirano con fare sospetto, gruppi di persone che litigano violentemente. Dobbiamo diventare un deterrente per chi è male intenzionato». E per far questo la “rete” vuol far sapere a tutti che, in quel determinato quartiere, è attiva. Da qui l’installazione dei cartelli delle “zone di controllo di vicinato”. «Partiamo in tre vie, in accordo con l’amministrazione comunale, ma poi vorremmo estendere il progetto in altre aree cittadine», dice Lucarelli.