Albergatore di Montecatini condannato per la tassa di soggiorno non versata

Comitiva di turisti sul viale Verdi a Montecatini (Foto d’archivio)

Quattro anni di reclusione per peculato. Un suo collega rinviato a giudizio e altri quindici indagati dalla Procura di Pistoia. Decisi anche due sequestri di beni

MONTECATINI. Sono attualmente una quindicina gli albergatori di Montecatini indagati dalla procura della Repubblica per peculato, per non aver versato al Comune il denaro relativo alla tassa di soggiorno riscossa dai loro clienti. Ma non si tratta delle prime indagini avviate a palazzo di giustizia di Pistoia per tale tipo di reato. Nel dicembre scorso infatti, un altro albergatore, Roberto Innocenti, è stato addirittura già condannato dal tribunale penale collegiale: 4 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici, oltre alla confisca dei beni sequestrati per equivalente per il mancato versamento di 30.000 euro. E più o meno nello stesso periodo, il giudice dell’udienza preliminare ne ha rinviato a giudizio un altro.


L’inizio. È stato con il regolamento approvato nel novembre 2011 che il Comune di Montecatini ha introdotto l’obbligo di pagare la tassa di soggiorno per i turisti ospiti degli alberghi e delle strutture ricettive. Delegando ai gestori il compito di incassarla per suo conto: presentando mensilmente il rendiconto del numero di clienti ospitati e delle cifre riscosse e versando ogni tre mesi nelle casse comunali il denaro.

Le segnalazioni. Di fronte agli inadempimenti da parte di alcuni albergatori, è stato lo stesso Comune a segnalare via via all’autorità giudiziaria i mancati incassi. Un atto dovuto visto che i responsabili dei competenti uffici comunali sono pubblici ufficiali e in quanto tali obbligati a denunciare ipotetici reati. Così come, d’altra parte, sono considerati pubblici ufficiali gli albergatori incaricati della riscossione di denaro pubblico, e per tale ragione passibili dell’accusa di peculato qualora si approprino di denaro della pubblica amministrazione. Qual è quello ricevuto dai turisti come tassa di soggiorno.

Prima sentenza in provincia. Essendo la tassa di soggiorno un’imposizione relativamente nuova, la giurisprudenza in tale settore è ancora molto scarsa. E quella del tribunale di Pistoia del 22 dicembre scorso è una delle poche sentenze di condanna avvenute in Toscana, la prima nella nostra provincia.

La condanna. Sul banco degli imputati, per non aver versato la tassa di soggiorno riscossa nel 2012, Roberto Innocenti, 73 anni, montecatinese, allora gestore dell’Hotel Vittoria di viale Puccini, attualmente chiuso in attesa di riaprire con una nuova gestione. Il tribunale collegiale (Roberto Tredici presidente, Jacqueline Magi e Gianluca Mancuso giudici a latere) ha ritenuto pacifico il fatto che l’imputato non ha versato le tasse riscosse, pur avendo inviato al Comune i rendiconti mensili. E pacifico anche che «l’opera di riscossione di tasse e imposte erariali integri un servizio pubblico», ha spiegato nella sentenza. «Integra il delitto di peculato la condotta del concessionario della riscossione delle imposte che omette di versare somme di denaro ricevute nell’adempimento della funzione pubblica di riscossione».

Il conflitto. Il tribunale ha preso posizione anche sull’eventuale conflitto fra il regolamento comunale (che prevede una sanzione amministrativa pari al 30 per cento dell’importo non versato) e le norme penali: «Non vi sono spazi per l’applicazione del principio di specialità e quindi per l’applicazione della sanzione amministrativa in luogo di quella penale contestata»; e anche a voler superare tale principio, non sarebbe superare il problema della violazione dell’articolo 3 della Costituzione, laddove verrebbero trattati in modi diverso, all’interno della stessa provincia, albergatori di Montecatini e albergatori, ad esempio, di Pistoia, dove esiste un diverso regolamento con diverse sanzioni.

Altro rinvio a giudizio. Come detto, oltre a Roberto Innocenti (che contro la condanna ha fatto ricorso in appello), c’è un altro albergatore rinviato a giudizio e che a breve sarà processato. Mentre sul tavolo del sostituto procuratore Linda Gambassi ci sono una quindicina di fascicoli aperti relativi a mancati versamenti relativi principalmente agli anni 2014 e 2015.

Sequestri di beni. Per uno di questi ultimi albergatori, tre giorni fa il gip del tribunale Maria Elena Mele ha disposto il sequestro per equivalente di beni per l’ammontare dell’importo non versato. Così come, il mese scorso aveva fatto il collega Alessandro Buzzegoli, sequestrando beni per 20.000 euro a un altro albergatore: decisione confermata dal tribunale del riesame una settimana fa.