Grand Hotel & La Pace contro la movida a Montecatini

Troppi locali e troppo rumore in viale 4 Novembre e Stefano Pucci attacca la giunta: «Questa città non ha un progetto»

MONTECATINI. Stefano Pucci, proprietario del Grand Hotel & La Pace, delegato Fifa ed ex assessore allo sport, interviene a ruota libera contro l’amministrazione guidata dal suo ex sindaco Giuseppe Bellandi. In una conferenza stampa convocata nell’albergo più prestigioso della città, del quale la sua famiglia ha acquistato nel luglio 2006 il pacchetto di maggioranza, Pucci si toglie dalle scarpe i sassolini e pure la sabbia. Nel mirino: la “movida incontrollata” di viale 4 Novembre. Ma non solo; l’imprenditore accusa la giunta di non avere un progetto di rilancio armonico e di promuovere solo manifestazioni mediocri, che non danno alcun ritorno in termini di turismo e di immagine.

Ci faccio una discoteca. «Voglio essere chiaro – dice – non ho niente contro i titolari del Sirah, e non ho nulla neppure contro gli altri locali del viale 4 Novembre. Ciascuno fa il suo. Sono però amareggiato di fronte a questa amministrazione che non dà regole certe. Perché è questo che chiedo: regole per impostare l’attività della mia azienda. Sto per andare in vacanza, al mio rientro mi auguro che il primo cittadino mi chiami e mi spieghi qual è l’impostazione che intende dare alla città. Perché, nel caso in cui le regole siano quelle del caos notturno senza limiti, potrei cambiare la destinazione d’uso e trasformare il Grand Hotel & La Pace in una discoteca, organizzare rave party e after hour. Provo amarezza per il modo in cui la città viene gestita». C’è chi dice che basterebbe munire tutte le finestre di doppi vetri: «Peccato che siano 410, dovremmo tirare fuori un milione di euro».

Giunta sempre peggio. Stefano Pucci gioca l’affondo: «Nel secondo mandato questa giunta sta facendo peggio che nel primo. Qualcuno potrebbe chiedermi perché, da assessore, non ho fatto nulla per cambiare le cose. Ricordo che sono stato chiamato come tecnico e mi sono occupato solo dello sport». Fu lo stesso Pucci a dire addio alla politica dopo l’esperienza dei primi cinque anni di giunta. «Mi sono reso conto che le cose sono molto più difficili di quanto possano sembrare dall’esterno. Ma questo non giustifica l’assenza di linee programmatiche armoniche. Montecatini è stata trascinata in un degrado che va oltre ogni possibile immaginazione. Anche i vari presidenti che si sono succeduti alla guida delle associazioni albergatori negli ultimi anni non hanno lavorato per il bene della città. Con Fabio Cenni, attuale presidente di AssHotel, abbiamo superato tutti i limiti».

Le pagelle. «Gli assessori che mi hanno maggiormente deluso? Bruno Ialuna, che tra l’altro è un mio amico carissimo. Quando ero ancora assessore, chiese la delega alla polizia municipale, promettendo che avrebbe cambiato le cose. Aveva ragione: il servizio è peggiorato. Helga Bracali, assessore alle attività produttive, può stare tranquilla: di eventi ne ha organizzati talmente tanti che può riposarsi fino alla fine del mandato. Peccato siano stati tutti di basso livello. Ogni tanto si potrebbe pensare a investire in manifestazioni che abbiano come target la clientela dei 4 e 5 stelle. Una parola positiva devo spenderla per l’assessore al turismo Alessandra De Paola, l’unica che si è preoccupata del La Pace. Un solo aneddoto: al recente concerto del pianista australiano Helfgott, dopo dieci minuti di esibizione la musica del Sirah è partita a tutto volume. De Paola, che era presente, si è alzata ed è andata nel locale a chiedere di abbassarla».

Fuori la grinta. «Chiedo al sindaco, con affetto, cosa devo fare. Voglio bene a Bellandi ma è ora che tiri fuori la grinta e dica cosa vuole fare in questa zona, dato che prossimamente apriranno altri due locali. Chi urla più forte, ha ragione. Nel 1982 ci furono espropriati due terreni. Non li hanno mai pagati. Quando ero assessore, fu scritto da un giornalista che avrei avuto un milione di euro. Nessuno ha mai rettificato, invece sarebbe stato doveroso dato che non abbiamo mai avuto niente. L’unico sindaco che ci fece una proposta di transazione fu Ettore Severi. Era disposto a darci 700mila euro. Anche su questo aspetto esigo chiarimenti dall'amministrazione».