Azionariato popolare per salvare il Centro di ricerca

Il presidente Rinaldo Vanni all'assemblea dei soci del Centro di ricerca (Foto Nucci)

Padule di Fucecchio: il presidente Rinaldo Vanni ipotizza anche un patto tra Comuni per la promozione turistica del territorio

LARCIANO. Un azionariato popolare per rimpinguare il magro bilancio, un Patto tra Comuni per fissare una strategia di sviluppo, soprattutto in ambito turistico. Sono le ultime idee messe sul tavolo dall'attuale presidente, Rinaldo Vanni, nel tentativo di salvare l'esperienza ventennale del Centro di Ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio.

«È troppo importante il mantenimento dell'associazione Onlus, stiamo lavorando per trovare nuove modalità per non disperdere gli odierni soci e per favorire l'ingresso di altri - dice Vanni - fin quando non avremo la revisione dello statuto e della mission, oltre a un quadro preciso delle risorse a disposizione, il Centro rimarrà così. E io resterò presidente, nonostante abbia ancora l'intenzione di dimettermi, passo che però non ho ancora formalizzato».

Nell'ultima riunione del consiglio di amministrazione, avvenuta a fine gennaio, è arrivata una fumata nera. I prossimi incontri potrebbero essere così decisivi.

A differenza di qualche mese fa c'è comunque una certezza: il Centro di ricerca verrà riconfigurato (anche nel rapporto di lavoro con i due dipendenti, che da gennaio hanno subito un taglio del 50 per cento all'orario e quindi allo stipendio), ma non chiuderà. Resta però il problema delle risorse necessarie per la sua sopravvivenza. Da qui anche l'idea di una sottoscrizione straordinaria di crowdfunding e di un ampliamento delle competenze dell'organismo, che potrebbe occuparsi dello studio e della progettualità non solo sul Padule, ma anche sulle altre aree naturalistiche della Toscana, strada che potrebbe aprire nuove finestre su bandi e finanziamenti, soprattutto a livello europeo. «Su questo preciso punto è chiaro che dobbiamo trovare una sinergia con la Regione Toscana», sottolinea Vanni.

C'è poi il tema del turismo e della promozione del territorio: «La proposta è quella di provare a ragionare a un Patto tra Comuni, non solo rivieraschi (cioè Ponte Buggianese, Pieve a Nievole, Monsummano, Larciano, Fucecchio e Cerreto Guidi, ndr), in cui fissare le linee di azione e gli obiettivi, con il Centro di ricerca che diventerebbe il braccio operativo delle amministrazioni».

Altro aspetto riguarda il Centro visite della frazione di Castelmartini, inaugurato a fine 2013: «La struttura è in stretta correlazione con le escursioni e lo studio dell'area umida, altrimenti non serve a nulla. Nelle ultime settimane abbiamo anche firmato un accordo con l'associazione Intrecci per svolgere alcune attività di educazione, oltre a mostre ed esposizioni interne all'edificio».

Chiude il presidente del Centro di ricerca: «L'associazione deve continuare il suo lavoro, anche perché non vedo nuove soluzioni: chi è a favore della sua chiusura non indica strade alternative da seguire».