Il ricordo di Gloria: "Qui il nostro angelo ha iniziato il suo viaggio in cielo"

Montecatini, inaugurato il cippo in memoria della ragazza morta per un incidente in viale Adua

MONTECATINI. “Qui il nostro angelo ha iniziato il suo viaggio verso il cielo; piccola Gloria, prega per noi e dacci la forza per superare la tua mancanza”. In queste poche parole c'è tutto l'intimo dolore di due genitori, dei fratelli, di un'intera famiglia. La scritta è impressa nella lapide che ricorda Maria Grazia Gloria Sarica, la 18enne che un mese fa, insieme a un suo amico, Luca Conte, di un anno più grande di lei, ha perso la vita in un tragico incidente stradale, avvenuto alle 3,30 di un sabato notte mentre i due giovani erano a bordo di uno scooter che è finito sull'asfalto in viale Adua, all'altezza del passaggio pedonale all'incrocio con viale Rosselli.

Domenico ed Elena, il babbo e la mamma di Gloria, hanno voluto posizionare una targa in memoria della figlia di fianco al grosso albero che ha interrotto per sempre la giovinezza di questi due ragazzi neppure ventenni. Mercoledì 4 novembre, alle 11, a un mese esatto dalla scomparsa,  la breve e composta cerimonia in memoria di Gloria. “Per noi è una perdita che resterà sempre incolmabile - ha detto Felice, il fratello della 18enne - la nostra unica speranza è che altri giovani non vadano incontro allo stesso brutale destino. Questa lapide deve essere un insegnamento per tutti”.

I genitori di Gloria mentre scoprono il cippo (Foto Nucci)

I genitori non riescono a parlare, si sorreggono l'uno con l'altro con le lacrime agli occhi, stringendosi la mano. Regna il silenzio e la tristezza. Il cippo è un grande segno di altruismo. “E' stata una tragica fatalità e mai vorremmo essere presenti in occasioni del genere - è stato il commento dell'assessore del Comune di Montecatini, Helga Bracali - tutto questo deve servire come monito per i giovani e gli adulti che percorrono le nostre strade, tutti noi dobbiamo capire che le regole vanno sempre rispettate”.

La benedizione del cippo da parte di don Mario Avella (Foto Nucci)

Don Mario Avella, parroco della basilica di Santa Maria Assunta, ha benedetto la lapide, che si trova ai piedi di quel maledetto albero che gli amici di Gloria e Luca, all'indomani della tragedia, hanno trasformato in una sorta di sacrario in memoria di due giovani vite spezzate troppo presto. Dove c'è una gigantografia di Gloria, bionda e sorridente, dove ci sono i mazzi di fiori, alcune candele, numerosi bigliettini e dediche, una piccola statua di angelo, e ancora diverse frasi scritte a bomboletta sul marciapiede. Gloria e Luca non ci sono più, ma il loro sacrificio non può essere dimenticato.