«Speriamo si accorga che è tutto fermo»

Il consigliere Moreno Mencarelli solleva il caso del cantiere per la piscina alle Leopoldine

MONTECATINI. «Se Maometto non va alla montagna la montagna va a Maometto, finalmente arriva il nostro governatore a far visita alle Leopoldine. Speriamo che si accorga che è tutto fermo e in malora, comunque glielo ricorderò»: inizia così il “benvenuto” a Enrico Rossi del capogruppo dei Riformisti di Montecatini Moreno Mencarelli.

Un intervento in cui si sottolinea lo stato di stallo del settore Terme, in particolare per quanto riguarda il cantiere delle Leopoldine: «Nell’ultima riunione della commissione delle società partecipate, ho fatto delle richieste scritte per avere della documentazione sulle Terme per cercare una soluzione, visto l’impasse cronica in cui siamo da anni. Mi erano state garantite risposte in tempi brevi. Sono ancora qui ad attenderle. Basterebbe questo emblematico caso per capire come mai i cittadini sempre più disertano le urne. Le mie richieste sia come consigliere che come piccolo imprenditore che sta soffrendo la grave crisi delle nostre Terme, sono state esternate per il bene della città e vogliono fare chiarezza su come sono stati spesi i soldi pubblici e se ci saranno, e in quali termini, prospettive per le Terme».

«Governatore Rossi – continua Mencarelli – è da oltre 15 anni che sentiamo parlare di rilancio; molte delle nostre attività continuano ad arrampicarsi per sopravvivere, altre, purtroppo hanno dovuto desistere. Non c’è bisogno di avere la documentazione per intuire alcuni dati sconcertanti: alle terme sono stati erogati dalle banche e dalla Regione e sono entrati con la dismissione di beni, circa 37-38 milioni di euro, di questi sono 16-17 sono andati nei lavori delle terme Redi e Leopoldine, il resto è andato probabilmente a ripianare i deficit gestionali». Mencarelli affronta poi i nodi delle consulenze (che fanno a cazzotti con la situazione economica generale) e delle notule professionali.

«Governatore – continua il consigliere – con molta probabilità l’incarico di direzione lavori, che prima era circa 150 mila euro complessivi, è stato trasformato nello stesso incarico al quale è stata data un percentuale del 3% che, se dovessero essere terminate le Leopoldine, si aggirerebbe oltre 500 mila euro. Su questo ci piacerebbe sapere se è stato proposto dal vecchio amministratore delle Terme o da quello nuovo, o dal consulente Sassoli, o da altri, perché la città è stanca di veder pagare con i soldi dei cittadini le notule e i vari incarichi, i montecatinesi, desiderano invece sentire i rumori delle betoniere che sono sinonimo di speranza. Gli stabilimenti termali sono nello stato descritto in questi giorni dalla stampa: cadono a pezzi. Il cantiere Leopoldine è fermo da due anni. Insomma, facciamo chiarezza e diamo delle prospettive a questa città. Lei deve pensare che per noi le Terme sono come l’Ilva a Taranto».