Licenziamenti all’ex Comicent? È la legge

Il sindaco Marchi al contrattacco: «Mai fatto promesse». Tra le soluzioni c’è quella di partecipare a un bando pubblico

PESCIA. «Mi si accusa di avere fatto promesse e di non averle mantenute, ma questo non corrisponde al vero». È la replica del sindaco Roberta Marchi ai lavoratori dell'ex Comicent, ai quali martedì scorso è stata consegnata la lettera di licenziamento.

Il Comune, spiega infatti il sindaco, non ha nessuna delle responsabilità attribuitegli dal sindacato dei lavoratori. «ll Comicent è fallito nel 2006 e i suoi dipendenti sarebbero potuti essere licenziati in qualsiasi momento – prosegue la Marchi – l'Azienda speciale nata dalle ceneri dell'ex mercato dei fiori è assoggettata al controllo della Corte dei Conti, la quale al riguardo si è espressa più volte indicando che l'azienda speciale stessa non poteva assumere direttamente personale, a meno di ricorrere ad una selezione pubblica».

Il personale dell'ex mercato dei fiori, invece, è stato assunto per chiamata diretta e proprio questo non lo renderebbe trasferibile come avviene per qualsiasi dipendente pubblico.

Stando così le cose, due sono le soluzioni che il Comune propone per risolvere la delicata questione in cui attualmente versano i 5 lavoratori ex Comicent. Entro il mese di marzo possono chiedere formalmente di essere assunti dall'Azienda o dal Consorzio Leonardo, gestore in appalto di alcuni servizi del mercato mantenendo comunque il posto di lavoro, pur a fronte di una decurtazione del proprio stipendio. «'I dipendenti dell'ex Comicent, attualmente, hanno stipendi netti che vanno da 1.350 a circa 2.000 euro, con costi che il Mefit oggi non può certo permettersi di pagare», chiosa la Marchi.

L'alternativa è la partecipazione da parte del personale ad una selezione pubblica, per titoli ed esami, che l'Azienda speciale avrà il compito di indire con un bando, appunto, pubblico. «La Corte dei Conti Toscana nel parere del 26 febbraio scorso su richiesta del Comune di Pescia – ricorda, ancora il sindaco – ha ribadito, peraltro, che il personale assunto dall'azienda speciale non concorre ai limiti di spesa a cui è assoggettato il Comune in materia di personale e assunzioni, come sembrava in un primo momento. E pertanto l'azienda potrà assumere nei limiti del proprio bilancio, come risulta dal piano programma approvato dal consiglio comunale a settembre scorso».

Piano programma, nel quale, appunto, è prevista una dotazione organica di 5 unità di personale, di cui una part-time.

«Questo a riprova del fatto – conclude il sindaco – che l'amministrazione comunale ha sempre avuto a cuore la salvaguardia dei posti di lavoro, ma non può agire contrariamente a quanto disposto dalla legge amministrativa e contabile».

Quanto all'accusa di avere assunto dirigenti, facendo prevalere logiche politiche anziché meri criteri di buon senso, il sindaco specifica che il Comune non ha formalizzato nessuna assunzione, al contrario «ha trasferito un proprio dipendente perché svolgesse un ruolo di funzionario, privandosi così di una sua risorsa interna».

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