Senza risposte il bando contro gli sfratti ai morosi

Nonostante 36 casi registrati di famiglie che rischiano di restare senza casa nessuno ha chiesto i contributi, c’è il dubbio di una scarsa informazione

MONSUMMANO. Sono passate più di tre settimane e nessuno, ma proprio nessuno, si è fatto avanti per chiedere il contributo straordinario stanziato dalla Regione contro l’esecuzione degli sfratti per morosità.

Soni i cosiddetti “sfratti incolpevoli”, causati dall'impossibilità di pagare l’affitto dopo un inaspettato licenziamento o una malattia grave, o l’infortunio o il decesso di un componente familiare. Per questa vole la Regione ha destinato fondi ai diversi Comuni. A Monsummano, ad esempio, sono toccati 34mila euro, soldi sufficienti – secondo Firenze – per alleviare le situazioni delle 36 famiglie colpite dalla notifica di sfratto lo scorso anno.

La misura sperimentale pareva quasi una manna dal cielo in momenti di crisi economica e di sempre minori risorse da destinare al settore sociale. Di più c’è che il fondo non fa parte di un bando pubblico a cui viene allegata una graduatoria stilata per punteggi e requisiti, ma di un semplice avviso a cui le famiglie possono rispondere presentando i documenti necessari, che il Comune valuterà caso per caso fino a esaurimento risorse. Come dire: chi prima arriva prima alloggia.

E allora quali sono i motivi dell’assenza di richieste, visto che l’avviso è pubblico ormai dal 16 aprile scorso (e lo sarà fino al 31 ottobre)? Ci può essere una sola considerazione positiva contro le molteplici negative. Quella positiva: le 36 famiglie monsummanesi colpite dall’avvio del procedimento di sfratto hanno risolto il problema da sole.

E poi quelle negative. La Regione, il Comune e la Spes, la Società pistoiese di edilizia sociale incaricata di elargire il contributo (con un massimo di 12 mensilità), non hanno saputo comunicare al meglio la nuova possibilità a chi è a rischio casa. Oppure sono gli interventi programmati, opera della Regione, a lasciare il tempo che trovano. Quelli iniziali erano due: la prosecuzione del contratto con la rinuncia allo sfratto o la stipula di un nuovo contratto più vantaggioso (ma sempre nell’abitazione da cui gli inquilini erano invitati a traslocare). In un secondo momento, il Comune di Monsummano ha chiesto e ottenuto l’inserimento di una terza condizione: la possibilità per l’inquilino moroso di trovare un diverso alloggio da quello occupato al momento.