Lorenzo Musetti dopo l’impresa con Wawrinka «Ancora non ci credo a quello che ho fatto...»

Il coach Tartarini: «Era emozionato ma convinto. È partito bene e nel secondo set è stato bravo mentalmente»

Carrara

C'è una mail arrivata in tarda serata che ha toccato particolarmente Lorenzo Musetti e tutto il suo staff, con coach Simone Tartarini in testa. Arriva da Londra; a scriverla è un italiano che lavora all'estero: «Per me è stata un'emozione unica, come i Mondiali nel 2006...», il succo della mail. Sono parole che arrivano dopo la vittoria (6-0, 7-6, in un'ora e 23 minuti di gioco) sullo svizzero Stan Wawrinka agli internazionali di Roma. 17 anni di differenza; nei primi 20 al mondo, la posizione dello svizzero nel ranking; appena sei anni fa il classe 1985 era sul podio – terzo – con un palmares in cui a spiccare è il trittico tra 2014 e 2016 di competizioni del Grande Slam (Australian Open, Roland Garros e Us Open). «Tolti i tre fenomeni (Djokovic, Federer, Nadal, ndc) c'è lui eh, per questo l'emozione è di quelle importanti, ci sono arrivati messaggi veramente da tutto il mondo», spiega il coach che segue da sempre Lorenzo e che intercettiamo a pochi minuti dall'allenamento. Poi un pomeriggio, quello di ieri dopo la vittoria della sera precedente, tra media e campo con la testa a oggi (giovedì), al secondo turno contro il giapponese Kei Nishikori. «Un altro fortissimo, un giocatore diverso, molto più veloce e una tipologia che Lorenzo non ama troppo. I tempi e i colpi di partenza saranno fondamentali», dice Tartarini.


Intanto però a livello nazionale rimbalzano le giocate del diciottenne di Carrara che nel “main draw” del Foro Italico si presenta con il primo set chiuso sul 6-0 in poco più di 20 minuti. «Eravamo partiti con gare intense nelle qualificazioni in tre giorni. Poi c'era l'emozione di essere sul campo centrale; Lorenzo è andato in campi centrali importanti, ma mai a Roma. Ci teneva e poi la preparazione per un match serale non è delle più semplici. Speravamo di trovare l'avversario all'80 per cento», riflette l'allenatore. Ore di attesa, la pioggia, poi il via al match; il primo turno di quel tabellone principale degli Internazionali d'Italia a Roma acciuffato dopo la “cavalcata” nelle quali contro lo spagnolo Zapata Miralles, 7-6, 0-6, 6-1; poi il 7-4, 6-3 contro il numero 120 del ranking Atp, l'argentino Leonard Mayer; infine il derby con l'amico, Giulio Zeppieri (6-1, 5-7, 6-3 per l'apuano). «Era emozionato, ma convinto, era sicuro di poter far bene. È partito molto bene, forse l'avversario non se l'aspettava e nel secondo set è stato bravo mentalmente, a tenere il ritorno. Un atteggiamento positivo importante, su cui sta lavorando e migliorando, e poi ovviamente anche per lui dopo aver vinto è stata un’emozione grande, anche se a livello emotivo non ha slanci pazzeschi. Ora pensiamo al prossimo avversario e speriamo in un'altra grande prova, ma la strada è quella giusta», conclude Tartarini sul suo allievo carrarese, vincitore Australian Open 2019 Junior che infrange un altro primato (primo 2002 vittorioso in un match Atp).

Le parole di Lorenzo

«Non mi aspettavo questa vittoria. Ma ho giocato un bel tennis e mi sono goduto ogni punto di questo match. Ho giocato senza pressione», commenta il numero 249 del ranking in conferenza stampa. «Qui ricordo di aver visto i grandi campioni, Djokovic, Federer, Nadal con la mia famiglia e i miei amici. Questo è un sogno che si avvera. Ancora non credo a quello che ho fatto stanotte (martedì, ndc). Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni. Abbiamo lavorato molto questo mese. Questo è un passo importante per la mia maturazione. Non so perché, ma ero molto calmo prima del match e questa forse è stata la chiave della mia vittoria. Il tennis oltre a essere un lavoro e anche tanta passione. Spero che questa cosa duri per il resto della mia carriera. Questa è una partita, non ho ancora finito il mio processo. Mi sto avvicinando al Tour, ma devo fare ancora tanti step. È un percorso difficilissimo e per arrivarci bisogna prendere tante batoste, giocare i challenger e fare esperienza. Sono molto maturato dal punto di vista mentale in campo e questo mi fa ben sperare; era uno degli aspetti in cui peccavo un po', speriamo di continuare così», le sue parole.

Papà Francesco Musetti, che ha contribuito alla passione per il tennis fin dai tempi dello scantinato della nonna Maria, parla di «emozione forte, unica, per una prestazione ineccepibile. Il momento in cui ho capito che poteva vincere? Quando, nonostante fosse stato raggiunto sul 3/3, ha continuato a giocare...».

Luca Barbieri

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