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Massa, iscrive la ex su dodici siti hard: a processo per atti persecutori

La donna in aula: mi ritrovavo sconosciuti sotto la porta di casa, ho avuto paura per me e mia figlia

MASSA. Aveva iscritto la ex fidanzata su dodici siti erotici per vendicarsi del fatto che lei lo aveva lasciato. Così la donna si era ritrovata uomini sconosciuti fuori dalla porta di casa e anche sul posto di lavoro, uomini che le dicevano di aver fissato un appuntamento per una prestazione sessuale. Non solo: decine di telefonate al giorno, mail e messaggi, per cercare di riconquistarla, oppure per offenderla, accusandola di essere una “facile”, piena di uomini e tormentando i suoi famigliari, la madre e la figlia, ancora minorenne, gli amici e anche i datori di lavoro, diffondendo falsità, raccontando i dettagli dei loro rapporti intimi e rendendo pubbliche fotografie private.

Quasi due anni di inferno per una giovane donna, originaria del sud Italia, che aveva conosciuto su Facebook un uomo “inizialmente molto gentile e premuroso”. Quell’uomo adesso però è a processo, davanti alla giudice monocratica Valentina Prudente, accusato di atti persecutori.


Ieri mattina durante la prima udienza ha reso testimonianza la donna: con coraggio, ha ripercorso la storia con il massese, raccontando la sua paura e anche la vergogna che ha provato in quei mesi, quando la sua vita sessuale è stata resa pubblica su tutti i social e decine di uomini avevano il suo numero di telefono e il suo indirizzo di casa.

La relazione – per ricostruire la vicenda – iniziò nel 2017: i due erano così uniti che crearono anche un profilo facebook insieme; lui andò a trovarla spesso dove viveva e lei gli presentò colleghi di lavoro e i parenti. Lui sapeva tutto di lei.

Davanti alla giudice la donna ha ammesso di aver capito tardi che tipo di uomo fosse: possessivo, geloso, calcolatore. Quando si rese conto, per tutta una serie di atteggiamenti che non le erano piaciuti, che tipo di uomo avesse accanto, la donna decise di mettere fine alla relazione.

«Iniziò così a perseguitarmi – racconta la donna in aula – Ho dovuto cambiare molti numeri di telefono, l’ho bloccato su whatsapp, non gli rispondevo, ma lui riusciva sempre a trovare il modo di farmi sapere che mi stava controllando; contattava mia figlia, mia madre: diceva in giro che ero una poco di buono, che lo aveva lasciato per stare con altri uomini. Diceva che si sarebbe ucciso, gettato sotto un treno se non gli avessi risposto. In una mail minacciò il mio ex marito, “riuscirò a trovarlo” mi scrisse; minacciò anche di farmi seguire da un investigatore privato: diceva che aveva molte conoscenze e che non potevo capire di cosa fosse capace. Poi mi ritrovai su dodici sito di incontri erotici; ricevevo le telefonate di sconosciuti che mi aspettavano sotto casa, o fuori dall’ufficio per consumare la loro notte di sesso. Mi facevano vedere le chat che avevano scambiato con me, ma in realtà era lui che parlava al posto mio; mi arrivavano sul cellulare foto di uomini nudi, richieste agghiaccianti, senza contare la paura che avevo per me e per mia figlia sapendo che chiunque possedeva il nostro indirizzo di casa; ha inviato in questo sito di incontri – racconta la donna in aula – fotografie personali che solo lui poteva aver conservato. Mi sono sentita umiliata e impotente».

La donna, terrorizzata, decise quindi di chiedere aiuto rivolgendosi alle forze dell’ordine e sporgendo denuncia querela alla questura, partirono, dunque, le indagini nei confronti del massese, coordinate dalla Procura di Massa Carrara. Quindi l’ipotesi di accusa di atti persecutori ai danni della donna fino all’apertura del processo ieri mattina al Tribunale, davanti alla giudice monocratica Valentina Prudente.

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