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Imm, spunta lo spettro della liquidazione. La delibera regionale fa tremare la fiera

Carrara, a fine anno «se la situazione finanziaria dovesse dimostrarsi insostenibile» la strada dello «scioglimento». Gli scenari

CARRARA. Certo, gli addetti ai lavori, chi, più generalmente, conosce bene numeri, report e situazione, rigettano gli allarmismi. Anzi: quel segno “più” che torna (il passivo del 2019 complessivamente superava i 10 milioni di euro, oltre un milione l’anno dopo) fa sicuramente ben sperare per il territorio, per la sua economia e per i 25 dipendenti. Ma è vero anche che, dopo le migliaia di presenze (oltre 23mila, un numero record) dello scorso fine settimane di Gamics e il ritorno agli eventi fieristici (con un calendario già ben dettagliato peraltro), quelle pagine arrivate da Firenze, nero su bianco dalla giunta a inizio mese, riaprono scenari che, questo inizio 2022, sembrava intento ad archiviare per il complesso fieristico di Marina di Carrara.

Parliamo dei “conti” di Imm-CarraraFiere finiti al centro della discussione della giunta regionale del 2 maggio. «La società – si legge in uno degli allegati alla delibera di giunta numero 28 – ha sottoposto all’approvazione dell’assemblea dei soci del 29 aprile 2022 il progetto di bilancio di esercizio 2021 con un risultato di esercizio positivo pari a 166.406 euro. Dall’analisi delle poste economiche e patrimoniali, pur potendo esprimere un cauto ottimismo sulla persistenza della condizione di continuità aziendale nel breve periodo, si rilevano degli scostamenti significativi rispetto al piano industriale di risanamento 2021-2024 approvato dall’assemblea dei soci del 14 giugno 2021 ed emerge inoltre il persistere di non trascurabili rischi e condizioni di incertezza legati sia al mutato contesto macroeconomico che alle nuove sopravvenute situazioni gestionali – analizzano dalla Regione –. Di conseguenza, è opportuno continuare il monitoraggio dell’andamento della società e rafforzare l’azione di razionalizzazione per assicurare la sussistenza della condizione di continuità, prevedendo una revisione complessiva del piano industriale di risanamento 2021-2024 da compiersi entro il 30 ottobre 2022», si legge nel documento fiorentino, nello screening sulla società che ha come soci principali Comune di Carrara e Regione Toscana (rispettivamente con il 40,8% e 36,4%).


Ma gli scenari – contenuti nel piano di razionalizzazione annuale del 2022 “Azioni, risultati attesi e tempi del piano” – sono un paio. Il primo è quello della revisione da compiersi entro la fine di ottobre, appunto, l’altro ha come tempistica la fine dell’anno e recita: «Se – si legge, invece – la situazione finanziaria dovesse dimostrarsi insostenibile» si parla di una «delibera di giunta che detta gli indirizzi per lo scioglimento e messa in liquidazione in caso di accordo con il Comune di Carrara oppure richiesta di recesso dalla società».

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