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“Falso giuramento”, a processo il legale Claudio Lalli

Carrara: rischia da sei mesi a tre anni

CARRARA. Rischia da sei mesi a tre anni per il reato di "falso giuramento" l’avvocato Claudio Lalli, uno dei più importanti giuslavoristi toscani. Ieri mattina si è svolta la prima udienza del processo che vede l’avvocato Lalli, difeso dalla collega Claudia Volpi, al banco degli imputati perché querelato dal suo commercialista. L’accusa è quella prevista dall’articolo 371 del codice penale, che punisce chiunque, parte di un giudizio civile, abbia giurato il falso. E secondo il dottor Fernando Del Nero, noto commercialista apuano, Lalli avrebbe giurato il falso durante la causa civile da lui intrapresa a seguito di un decreto ingiuntivo, con cui il commercialista tentò di recuperare alcune somme di denaro, che l’avvocato - secondo l’ipotesi accusatoria - aveva mancato di pagargli. Ieri mattina davanti alla giudice Elisabetta Congiusta si è aperto il dibattimento, e sono stati ascoltati quattro testimoni dell’accusa. Il primo a parlare è stato il dottor Del Nero: «Ho seguito le pratiche dell’avvocato Lalli per oltre 30 anni - racconta in aula - Abbiamo sempre avuto un buon rapporto professionale poi nel 2013 mancò di pagarmi tre prestazioni, atti di consulenza privata, per un totale di 7. 400 euro. Mi disse che non poteva saldare; io cercai di andargli incontro proprio in virtù del rapporto di professionalità e correttezza che c’era sempre stato; gli dissi che avrebbe potuto pagarmi a rate, gli feci uno sconto e approvammo un piano di rientro. Insomma cercammo un accordo, ma quando si trattava di vederci lui si faceva negare, non venne mai agli appuntamenti fissati e di quei soldi non seppi più nulla. Per questo alla fine decisi di intraprendere un procedimento di ingiunzione, a cui l’avvocato Lalli fece opposizione e ci rivedemmo davanti al giudice Ginesi per la causa civile».

È in quella sede che, secondo quanto dichiarato ieri mattina dal dottor Del Nero, Lalli avrebbe giurato il falso. «Disse davanti al giudice- continua nella sua deposizione il commercialista- che aveva saldato completamente quella cifra e che non mi doveva nulla. Disse che i soldi li aveva girati alla sua segreteria, come era solito fare. Allora feci querela per falso giuramento. Era il 2019». Così si arriva a ieri mattina quando, per l’ex legale della Cgil, si è aperto il processo per "falso giuramento". A testimoniare, chiamati dalla Procura, anche tre ex dipendenti dello studio Lalli che, a vario titolo, negli anni si erano occupati della parte economica e contabile dello studio, ma nessuno dei tre ha ricordato di aver avuto a che fare con un pagamento insoluto nei confronti del commercialista Del Nero. Come è stato spiegato in aula, la prassi dei pagamenti era abbastanza precisa: arrivavano le fatture, alcune della società del dottor Del Nero, altre intestate a lui personalmente per le consulenze dirette; venivano registrate e poco prima della scadenza venivano segnalate all’avvocato Lalli che dava l’ok per i pagamenti, che potevano avvenire attraverso bonifico, assegni e, per un certo periodo, anche in contanti. Prossima udienza il 18 luglio con l’esame dell’imputato.

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