«Lo yacht a Carrara è di Putin, abbiamo gli indizi». Dagli Stati Uniti la rivelazione sullo Scheherazade

Lo yacht Scheherazade: secondo gli americani è riconducibile al presidente russo, Vladimir Putin

L'intelligence Usa non ha voluto dire quali siano gli indizi che a loro parere collegano lo yacht al presidente russo, né se o quanto spesso l'abbia utilizzato

MARINA DI CARRARA. Le agenzie di intelligence americana avrebbero trovato «i primi indizi» che il superyacht da 700 milioni di dollari attualmente ancorato nel porto di Marina di Carrara è riconducibile a Vladimir Putin. Lo scrive il New York Times.

Le ultime informazioni giungono dopo che mercoledì 9 marzo lo stesso quotidiano aveva detto che le autorità italiane stavano indagando sulla proprietà del lussuoso panfilo, chiamato Scheherazade, lungo 140 metri e con una stazza di 10.167 tonnellate. Una notizia smentita dalla società di nautica di lusso The Italian Sea Group che in una nota ha spiegato: «In funzione della documentazione di cui dispone e a seguito di quanto emerso dai controlli effettuati dalle autorità competenti, dichiara che lo yacht di 140 metri Scheherazade, attualmente in cantiere per attività di manutenzione, non è riconducibile alla proprietà del presidente russo Vladimir Putin».

L'intelligence Usa non ha voluto dire quali siano gli indizi che a loro parere collegano lo yacht al presidente russo, né se o quanto spesso l'abbia utilizzato. Il superyacht si trova nel cantiere per attività di manutenzione. Guy Bennett-Pearce, il capitano dello Scheherazade, aveva affermato che Putin non era il proprietario e che il presidente russo non ci aveva mai messo piede. Ma si è rifiutato di fornire il nome del proprietario, dicendo solo che non si tratta di nessuno che rischia sanzioni. Il capitano, scrive il Nyt, non ha voluto rilasciare commenti sulle ultime notizie. Le autorità italiane hanno già raccolto documenti sulla proprietà della barca e dovrebbero presentarle al governo che decider quindi se la proprietà o l'uso della nave è collegato a qualcuno nell'elenco delle sanzioni. Un procedimento che, scrive ancora il Nyt, potrebbe richiedere diverse settimane.