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Sanac, è il giorno della verità, scaduti i termini per le offerte

Le proposte per l’acquisizione andavano presentate entro la mezzanotte scorsa. Non ha potuto farsi avanti la cordata locale per il solo stabilimento massese

MASSA. Ieri a mezzanotte scadeva il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse per l’acquisizione di Sanac e nei prossimi giorni si scioglierà il nodo cruciale dell’intera vicenda che, al momento, vede a rischio 350 lavoratori, impiegati negli stabilimenti di Massa, Gattinara, Grogastu e Vado Ligure. C’è qualcuno che vuole salvare l’azienda leader in Italia nel settore dei refrattari, con circa il 35% del mercato nazionale? La gara andrà deserta, o si è presentata, come sperano sindacati e Governo, Acciaierie d’Italia, pronta a risollevare le sorti del gruppo? Difficile dirlo, anche perché i precedenti non promettono bene: ArcelorMittal, oggi Acciaierie d’Italia, nonostante gli accordi presi con il Governo italiano, ha disertato più volte i tavoli notarili per lìacquisizione di Sanac, prorogando gli impegni presi, lasciando nell’incertezza 350 operai e dimostrando di non avere più intenzione di portare avanti l’affare.

E a nulla servirono né le pressioni del Governo, né le manifestazioni e gli scioperi dei sindacati. L’incertezza è continuata per tutto il 2021 con Arcelor Mittal che ha prorogato più volte la fideiussione, ma senza mai arrivare a definire l’acquisizione, mentre sorgevano altri problemi, compresi quelli economici: le ingiunzioni per recuperare alcuni crediti nei confronti di Ex Ilva, Acciaierie d’Italia che ha smesso di servirsi da Sanac preferendo la Polonia, la cassa integrazione per gli operai, la chiusura di alcuni forni. G

overno e commissari straordinari hanno quindi messo a punto una nuova manifestazione di interesse a cui Acciaierie d’Italia sembrerebbe “costretta” a partecipare, visto che è una partecipata dello Stato con Invitalia che, oltretutto, ad aprile prossimo dovrebbe acquisire la maggioranza delle quote, facendo cambiare la governance e probabilmente aumentando l’interesse dello Stato nella valorizzazione del gruppo Sanac. Se non è possibile sapere chi ha partecipato alla manifestazione di interesse, scaduta il 25 gennaio a mezzanotte, è facile sapere invece chi non ha partecipato: la cordata locale di Massa che, se il Governo gli avesse dato sponda, avrebbe voluto creare un polo consortile assieme a tutte e quattro le unità operative di Sanac, acquisirla in questa formula e rimettersi sul mercato.

Gli imprenditori massesi non sono riusciti ad organizzare gli incontri con le altre realtà di Gattinara, Grogastu e Vado Ligure, ma la loro idea non aveva incontrato il favore delle sigle sindacali, preoccupate di un possibile spacchettamento del gruppo e quindi di una perdita di forza sul mercato nazionale e internazionale, oltre che di una perdita di posti di lavoro. Riguardo gli stabilimenti fuori Massa, intanto, si era anche sparsa la voce che alcuni imprenditori avessero messo gli occhi sulle singole realtà, aspettando che un secondo bando permettesse l’acquisizione anche di una sola fabbrica e non più dell’intero gruppo. Voci che avevano messo in allarme le sigle sindacali, ma che al momento non trovano riscontri. Acciaierie d’Italia rimane per tutti il soggetto più adatto ad acquisire gli stabilimenti in blocco e forse anche l'unico. Ma per sapere se ha deciso di farlo, bisognerà attendere ancora.

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