Contenuto riservato agli abbonati

Tribunale di Massa, 15 magistrati oberati da troppi processi

Il Tribunale di Massa foto d’archivio

Nella relazione del presidente Paolo Puzone si ricorda: «Il ministero  ha detto no a due giudici in più come da decisione del Consiglio giudiziario»



MASSA. Giustizia massese messa a rischio da una carenza di organici per la cui soluzione – parla molto chiaro la relazione del presidente Paolo Puzone in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario – da parte del ministero competente vi è stata «disattesa immotivata». Perché a una soluzione si era arrivati, ricorda la relazione: «È noto che il Tribunale di Massa è penalizzato da un organico di magistratura nettamente insufficiente rispetto ai flussi di lavoro trattati, come risulta dalla elaborata analisi compiuta dalla Commissione Flussi presso il Consiglio giudiziario di Genova». Analisi che aveva portato al «parere del 19 febbraio 2020 sul progetto di rideterminazione delle piante organiche del personale di magistratura, con proposta finale della Commissione di attribuire due posti in aumento al Tribunale di Massa anziché al Tribunale di Genova, proposta immotivatamente disattesa dal ministero».


Il Tribunale di Massa prevede 15 magistrati in organico, compreso il presidente del Tribunale e il presidente della Sezione penale: «Attualmente, l’organico è al completo», sottolinea il Puzone, che però – situazione reale sotto mano – aggiunge: «L’organico dei magistrati tuttavia, ad onta delle decisioni del ministero in proposito, continua a essere inadeguato rispetto al carico di lavoro. La definizione di un numero di processi pro capite superiore a quello di tutti gli altri magistrati del distretto, registrata nell’encomiabile sforzo di ridurre le pendenze e i tempi di definizione dei processi, rappresenta un impegno ingiustamente gravoso per i magistrati di questo Tribunale, fortemente penalizzati dalle miopi determinazioni ministeriali. È presumibile, pertanto, che i ritmi di lavoro non possano proseguire indefinitamente con la stessa intensità».

Situazione ancor più grave se si pensa che la giustizia massese di trova a dover affrontare procedimenti numericamente, tecnicamente e moralmente molto complessi, viene ricordato nella relazione che niente nasconde: «La situazione è ulteriormente aggravata, come già evidenziato lo scorso anno, dalla pendenza di diversi procedimenti capaci anche da soli di bloccare l’intera attività di un Collegio. Si fa riferimento, ad esempio, al processo Fiorentino più 30 persone, in cui sono imputati 30 carabinieri, sono contestati 188 capi di imputazione, tra cui violenza sessuale, abuso d’ufficio, sequestro di persona, corruzione, concussione, maltrattamenti, lesioni aggravate, peculato, falso, con liste testi indicanti oltre 300 testi. O al processo Radicchi più 13, per associazione per delinquere finalizzata a truffe assicurative, falso, truffa, corruzione, in cui sono imputati anche medici, vigili urbani e avvocati, dove sono contestati 50 capi di imputazione e sono state presentate liste testi relative ad oltre 200 testi (ordinanza cautelare di oltre 1100 pagine). E ancora, al processo Ambrosio più 49 che conta 56 capi di imputazione per reati di assenteismo, peculato e falso di pubblici impiegati della Provincia». E ancora, elencando: «Il processo Colombi più uno, per reati di estorsione, riciclaggio e sostituzione di persona in cui sono imputati due sacerdoti e ammessi 105 testi; il processo D’Andrè più 10, per associazione a delinquere e sfruttamento della prostituzione di numerose ragazze, con 63 testi ammessi, processo molto risalente nel tempo. Inoltre, sta per pervenire a giudizio altro procedimento di Corte d’Assise per omicidio doloso, abbandono di incapaci aggravato dalla morte della persona offesa e altri reati commessi da gestori di struttura di Residenza assistenziale, con oltre 70 testi chiesti dal solo pubblico ministero». Numeri e temi da capogiro. Nonostante tutte le difficoltà e qualche immotivato bastone tra le ruote, «la sezione penale», riconosce la relazione, «si è impegnata fortemente nello smaltimento dell’arretrato, riuscendo a conseguire anche una buona performance, in particolare nel settore del dibattimento che è quello maggiormente in sofferenza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA