Medico va in pensione, ondata di affetto: «Sei stato uno di famiglia». I messaggi

Tanti messaggi dei pazienti e dei compaesani di Torano: «Noi lo chiamavamo soltanto Francè, non si è mai risparmiato per nessuno»

CARRARA. La storia è molto semplice e non ha nulla di straordinario. È la storia di un medico di famiglia che va in pensione, per raggiunti limiti d’età, e che a fine mese leggeremo, come è successo per tanti suoi colleghi, nelle comunicazioni di servizio dell’Asl.

È la prassi, ci sono i tempi, c’è il momento in cui si smette di lavorare, ci sono pazienti che dovranno scegliere a quale altro medico affidarsi. Succede continuamente. Ma questa volta la storia è diversa e diventa eccezionale perché c’è una componente che sfugge alle regole della normalità: è il “fattore umano” quello che porta i pazienti del medico in questione, il dottor Francesco Bonvini, e molti compaesani (è originario di Torano) a chiamare il giornale della propria città. A voler lasciare un ricordo, un pensiero per quello che non viene indicato solo come un medico ma come “una persona di famiglia”. È lo spirito di comunità che si fa sentire, che fa emozionare.


In molti hanno voluto parlare del “loro dottore”, lo chiamano e così. O semplicemente “Francè”.

«Quando ci fu l’alluvione a Bonascola – racconta Francesca Chiti – mia madre Rita, ammalata di Sla, ha avuto la febbre alta. Non posso dimenticare che per venire a visitarla ha fatto il giro di tutto il paese passando in mezzo al fango. Non ha esitato un minuto. Per non parlare del fatto che la vigilia di Natale, capodanno o un qualsiasi prefestivo, veniva sempre e comunque, anche se mamma era stabile, solo per misurarle la pressione o prescriverle le medicine».

«Senza togliere alcun merito al medico che andremo a scegliere – scrive Roberto Lombardi, a nome di tutta la famiglia – sarà comunque difficile abituarsi all’idea che il nostro dottor Bonvini non sarà più il nostro medico. È una persona umana sempre, mai impersonale con i suoi pazienti i quali si sentivano rassicurati, dai suoi modi affabili. Ci prestava ascolto senza fretta anche se la sala d’attesa era strapiena, non liquidava mai i suoi pazienti perché era tardi o aveva fretta. Ci sarebbe tanto da dire, sempre disponibile, sia in ambulatorio che al telefono ,con pazienza ascoltava e consigliava. Ci auguriamo di trovare un medico capace preparato e soprattutto con una grande umiltà perché questa caratteristica è stata il suo punto di forza». «Il dottor Bonvini mi ha visto nascere, è un amico di famiglia, ha curato i miei genitori, me e mia figlia vistyo che è anche pediatra. Ci ha curato con il cuore, con amore, dedizione e incoraggiamento. Il nostro dottore non ci ha mai abbandonato – scrive Sabrina Fiaschi – neppure in questi due anni di pandemia. Ha preso il Covid, e ha continuato ad assisterci, al telefono, anche quando era ammalato. Appena guarito ha ripreso l’attività, proprio come prima. la mia famiglia, una delle tante del suo paese, Torano, non lo dimenticheranno mai». «Era il dottore della gente – dice Gea Dazzi – così mi piace salutare e ringraziare il dottor Francesco Bonvini che per lunghi anni è stato medico della mia famiglia e di tante altre famiglie della nostra città e del paese di Torano, suo paese natale, che gli ha sempre reso merito del suo onorato servizio. Un servizio professionale e umano, fatto di ascolto e disponibilità, di visite a casa, come si faceva una volta, di lunghe chiacchierate, anche del più e del meno. Perché un paziente questo chiede in primis al suo medico, di essere considerato come persona prima ancora che come assistito. E il dottor Bonvini non si è mai dimenticato di nessuno. Di certo nessuno si dimenticherà di lui». Lo sostengono anche Giuseppe e Deanna Dazzi: «Era uno di famiglia». «Francè... ecco come lo chiamiamo il nostro dottore noi toranesi – spiega Elena Dazzi – Lo conosco fin da ragazza perché era l’amico di mio zio e poi é diventato per fortuna il dottore di tutta la mia famiglia. Persona unica, un tesoro che ci siamo tenuti stretto. Affidabile, preparato, paziente, umile, simpatico, schietto e diretto. Ho il magone, ci ha veramente messo il cuore nella sua mission! Gli auguro una lunga e meritata pensione e comunque sarà sempre il “mio” dottore». «Ci mancherai dottor Bonvini – aggiunge Valter Dazzi – spero che la pensione sia per te meravigliosa e ti auguro un sacco di tempo gioioso con la tua famiglia».

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