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Costretti negli Stati Uniti dal Covid si collegano con la scuola durante la notte

Marco Bernardini a San Francisco durante una lezione on line

Massa, il Meucci predispone lezioni on line per due gemelli rimasti a San Francisco. II dirigente: «Felici di aiutare i nostri studenti»

MASSA. La sveglia suona a mezanotte, Giulia e Marco sentono il sonno addosso. Ma c’è da prepararsi, prendere libri e quaderni, accendere il computer e iniziare una nuova giornata. A Massa, al liceo delle scienze applicate, i compagni stanno entrando in classe. Giulia e Marco non vogliono perdere la lezione: da San Francisco, dietro il monitor di un computer, entrano in aula. Il saluto agli amici e agli insegnanti e via allo studio.

Massesi, gemelli 16enni, Giulia e Marco Bernardini sono volanti negli Stati Uniti con mamma e papà, durante le vacanze natalizie, per andare a trovare gli zii. Il babbo lavora in Italia e negli Usa e loro sono abituati ai voli trans oceanici, il Covid quest’anno ha messo i bastoni tra le ruote. Marco si è contagiato e anche se non ha sintomi non può tornare in Italia e con lui neppure i genitori e la gemella Giulia.


«Le norme – racconta la mamma Francesca Giannetti – prevedono che per il rimpatrio si esibisca il referto negativo di un tampone eseguito nelle 24 ore precedenti il volo. Il nostro rientro era fissato per il 6 gennaio, ma Marco è risultato positivo. Io e suo padre abbiamo chiesto alla scuola – il liceo delle scienze applicato è sotto la dirigenza del Meucci – di attivare la didattica integrata e la risposta è stata immediata». Lezioni on line per Marco e per la sorella Giulia che frequenta la sua stessa classe: «Le norme – spiega la mamma – prevedono la didattica integrata anche per chi ha avuto un contatto diretto con un positivo. La scuola sta garantendo continuità didattica a tutti e due i miei figli». Lezioni on line. In diretta. Così quando i compagni entrano in classe alle 8 del mattino, anche Giulia e Marco si fanno trovare pronti, nonostante in quel di San Francisco sia mezzanotte: «Qua – racconta la mamma Francesca dagli Stati Uniti – i ritmi sono completamente diversi. Il lavoro termina alle 17, alle 18.30 si cena. Spesso invito i ragazzi ad usare le ore dopo cena per riposarsi in modo da essere pronti quando iniziano le lezioni. Qualche volta dormono un paio di ore di più assicurandosi di essere lucidi per affrontare lezioni importanti».

Lontani, ma presenti. Con gli amici, a lezione. Un obbiettivo per loro, per i genitori. E per la scuola.

«Siamo felici – spiega Antonio Giusa, dirigente scolastico del Meucci – di poter garantire continuità didattica ai nostri ragazzi. È per noi il primo obbiettivo. Purtroppo in questa fase così complessa, la gestione dell’emergenza impegna la massima parte del nostro tempo e del nostro lavoro, costringendoci ad effettuare tutto l’ordinario in tempi invece ridottissimi. Aver risposto alla necessità dei nostri due alunni è per noi motivo di soddisfazione. Le lezioni sono in diretta, nonostante il fuso, perché l’esperienza dimostra che in diretta, la risposta dei ragazzi è migliore». La scuola c’è. Anche oggi, anche con il Covid, la lontananza e il fuso orario.