La campionessa Francesca Piccinini: «A Massa servono palestre per i giovani»

L’appello: io giro molto per la mia città, i ragazzi hanno bisogno di strutture, qui invece alcune sono ferme a trent’anni fa

Massa. Pensare a Francesca Piccinini significa soffermarsi un attimo ed elaborare che non si sta pensando ad una atleta qualunque, ma a una delle più forti di tutti i tempi. Su questo non ci piove. Poi, parlandoci, capisci che gli innumerevoli successi ottenuti sul campo da gioco non sono solo il frutto di grandi doti atletiche e tecniche, perché per ottenere grandi vittorie occorre anche possedere la voglia di rimettersi sempre in gioco, al di là di quanto ottenuto il giorno prima in un mondo, quello della pallavolo, amato alla follia. E così, non sorprende il fatto che la decisione di lasciare il campo da gioco sia stata particolarmente sofferta e maturata in due tempi differenti attraverso un primo annuncio nel settembre del 2019, salvo poi ripensarci e tornare a giocare con la maglia del UYBA Busto Arsizio concludendo la sua meravigliosa carriera al termine della scorsa stagione a 42 anni. Cinque scudetti, quattro coppe Italia, cinque supercoppe italiane e sette Champions League sono i trofei ottenuti a livello di club, la maggior parte dei quali arrivati con la maglia di Bergamo, squadra nella quale ha militato più a lungo. Con la Nazionale invece, dove ha collezionato la bellezza di 503 presenze, Francesca vanta, tra gli altri, un oro al campionato del mondo in Germania nel 2002, un oro alla coppa del mondo nel 2007 in Giappone e una Grand Champions Cup nel 2009 sempre in Giappone. L’oro è arrivato anche a livello europeo in Polonia nel 2009. Tutto, senza contare i numerosi argenti e bronzi collezionati con la maglia azzurra nelle varie competizioni. Una carriera sfolgorante e unica. Il ritiro arriva però solo sul campo da gioco, giacché l’ex pallavolista apuana non può fare a meno della pallavolo, tanto da accettare, nei mesi scorsi, la vice presidenza della UYBA Volley di Busto Arsizio, società per la quale si occupa della valorizzazione del settore giovanile curando i rapporti con le società affiliate. E tra le società satellite di Busto Arsizio, c’è anche la Pallavolo Aghinolfi, dove, peraltro, gioca la nipotina. Una nuova avventura nella quale si è gettata con il suo solito entusiasmo, come se dovesse ancora scendere in campo. Questo, come detto, significa nuovamente rimettersi in gioco.

«Mi occupo delle giovanili per la UYBA - ha spiegato Francesca - ma con un occhio anche alla serie A. Faccio questo con grande entusiasmo, mi piacerebbe che i giovani prendessero spunto per avere l’amore che ho avuto io per la pallavolo per così tanto tempo. Chissà, magari un domani ci potranno essere una o più atlete che potranno ripercorrere quello che ho fatto io nella mia carriera». Così, a lume di naso, non sarà facile ritrovare una nuova Francesca Piccinini, nonostante il mondo della pallavolo femminile italiana sia sempre tra i più forti in assoluto. Detto questo, oltre a fare, per così dire, la talent scout per Busto Arsizio, la “Picci” prosegue anche la sua collaborazione con Sky dove assume il ruolo di telecronista seguendo le gesta di quelle che, sino a poco tempo fa, erano le sue colleghe.

Con Francesca Piccinini, abbiamo affrontato anche il tema degli impianti sportivi di Massa; una situazione decisamente poco accettabile se si vuole rilanciare lo sport, prima di tutto, a livello locale. «Bisognerebbe investire di più negli impianti sportivi e dare la possibilità ai giovani di stare in strutture adeguate, sicure e funzionanti. Andando in giro ho notato che a Massa ci sono ancora alcune palestre delle scuole ferme a quando mi allenavo io, che sono rimaste ferme a trenta, quarant’anni fa. Questo è un peccato perché comunque le strutture servono anche per far crescere i giovani nel modo migliore. Mi auguro che il 2022, sia un anno pieno di salute e che si riesca ad avere un poco più di libertà visto che da due anni stiamo vivendo una situazione difficile. Dopo aver dato tanto sul campo da gioco, ora vorrei dare tanto anche fuori, mandando dei messaggi positivi e magari facendo innamorare tante persone a questo sport».

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