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L'avvertimento della pediatra: «Il Covid nei bimbi non sempre è solo un raffreddore. Ecco perché bisogna vaccinare»

La pediatra Fabiola Salvetti

«Chi può fa bene a tenere a casa i più piccoli». Poi sugli altri virus: «Lo sinciziale ha colpito tanti bambini»

MASSA. Il virus corre velocissimo: mercoledì 12 gennaio a Massa-Carrara le nuove positività erano 714. Con dati del genere, il rischio è che i casi aumentino anche tra i bambini. Abbiamo fatto il punto con Fabiola Salvetti, alla segreteria provinciale della Federazione medici pediatri.

Campagna vaccinale per gli under 12, contagi in crescita, rientro a scuola.... Mamme e papà chiedono tantissimo il vostro aiuto.


«Sì, in questo periodo rispondiamo a mille domande e cerchiamo di sostenere le famiglie. Negli ambulatori è iniziata da tempo la campagna vaccinale, con molti genitori del vaccino abbiamo già ampiamente parlato negli anni precedenti, in occasione delle vaccinazioni pediatriche obbligatorie. Mamme e papà sanno che conosciamo i loro figli, la loro storia clinica. Spieghiamo che vaccinarsi è l’unico strumento di protezione che abbiamo contro il Covid».

E come sta andando la campagna vaccinale nei bambini dai 5 ai 12 anni?

«Sta andando bene considerato che è partita il 17 dicembre. Da dati dei giorni scorsi risulta che la nostra provincia è la seconda in Toscana per numero di dosi somministrate. Siamo al 14,2% (i dati sono relativi al 10 gennaio, ndr) della copertura nell’area di costa e al 13% circa in Lunigiana».

E con l’inizio della scuola c’è una maggiore richiesta di vaccinazioni?

«Una maggiore richiesta c’è stata anche se le nostre liste erano già piene nei primi giorni di gennaio. Noi pediatri abbiamo le agende al completo per i mesi di gennaio e febbraio e dalla prossima settimana cominceremo con la somministrazione delle seconde dosi».

Dottoressa, Covid, ma non solo: l’anno scorso, complici anche le mascherine e il vaccino, in giro si è vista poca influenza. E quest’anno come va?

«Picchi influenzali come in passato non se ne sono visti, per ora, neanche quest’anno. Piuttosto circola tanto il virus respiratorio sinciziale. Virus che, se nei più grandicelli può causare un raffreddore, nel primo anno di vita e nei primi sei mesi in particolare, può manifestarsi con una sintomatologia importante, tanto da richiedere un sostegno respiratorio. Infatti, se la terapia con aerosol non sortisce effetto e la saturazione scende, i bambini vanno ricoverati. Ci sono stati casi del genere purtroppo».

E il Covid, invece? Può manifestarsi in forme gravi nei bambini?

«Fortunatamente, nonostante abbia avuto diversi pazienti positivi, nessuno ha sviluppato una sintomatologia così grave da richiedere un ricovero in rianimazione. Certo è però che il Covid non sempre si manifesta con un semplice raffreddore nei bambini. Ci sono stati piccoli pazienti con disturbi gastrointestinali, febbri alte, a 39 e 40 gradi, per diversi giorni e con tossi durature tanto da destare grande preoccupazione nei genitori».

Dottoressa, è ripresa la scuola questa settimana. Molti genitori hanno deciso di non mandare i figli al nido o all’infanzia. Lei che ne pensa?

«Come medici e come genitori ci preme molto che i bimbi non perdano giorni di frequenza e vivano la socialità, ma è innegabile che questa sia una fase in cui serve molta attenzione. Io credo che, compatibilmente alle necessità e all’organizzazione di ciascuna famiglia, non sia un errore tenere a casa i bambini che frequentano il nido e la scuola d’infanzia».

E per la primaria e le medie?

«Forse in questo anno sarebbe stato razionale pensare ad una riorganizzazione del calendario scolastico con più periodi di vacanza, senza che i giorni di scuola complessivamente siano ridotti. Le vacanze di Natale avrebbero potuto essere allungate di 15 giorni, magari recuperando quelle due settimane a giugno».

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