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Teatro Guglielmi verso la riapertura, mancano solo le poltrone. A febbraio la conclusione dei lavori

Il teatro Gugliemi e la gru che ha eseguito i lavori sul tetto

L'assessore ai lavori pubblici rassicura: «Manca poco. Appena arriverà la fornitura delle poltrone della platea possiamo dire che avremo finito»

MASSA. Lavori in dirittura di arrivo al teatro Guglielmi di Massa: sperando non ci siano altri intoppi burocratici, a fine febbraio il teatro principale della città dovrebbe lasciarsi alle spalle cantieri, calcinacci, gru, trapani e polvere e tornare a risplendere di velluti, lirica, prosa e serate scintillanti.

«Manca poco – assicura l’assessore ai lavori pubblici Marco Guidi – qualche ritocco agli intonaci e le poltroncine della platea. La gru sta lavorando alla copertura del tetto del Guglielmi, perché abbiamo trovato delle infiltrazioni e abbiamo fatto rientrare quell’intervento nel budget per la messa in sicurezza del teatro e dell’antincendio. Appena arriverà la fornitura delle poltrone della platea possiamo dire che avremo finito».


Una curiosità: l’acquisto di nuove poltroncine di velluto della platea non era previsto, visto che quelle esistenti erano tutto sommato “decorose” e certificate; durante i lavori, però, gli uffici hanno scoperto che mancava la tracciabilità del prodotto, necessaria per le autorizzazioni a procedere. E così il Comune ha dovuto ricomprare all’ultimo momento anche le poltroncine della platea, quando avrebbe potuto ordinarle assieme alle sedute per i palchetti, molti mesi prima. Si è arrivati alla fine dei lavori, quindi, dopo circa 4 anni di chiusura del teatro cittadino: era il 2017 quando la Procura di Massa Carrara, che all’epoca indagava su tutta una serie di certificazioni antincendio, pose sotto sequestro il Guglielmi; il teatro chiuse senza preavviso e, per concludere la stagione di prosa già iniziata, l’amministrazione dell’allora sindaco Alessandro Volpi si inventò il teatro-tendone, al parco dei Ciliegi, sotto cui recitarono tra i più grandi attori italiani, non senza difficoltà di acustica e logistica e non senza polemiche.

L'amministrazione di Francesco Persiani nel 2018 “ereditò” la patata bollente del Guglielmi e portò avanti l’iter per capire cosa fosse necessario fare e con quali tempi. Incautamente, la riapertura del Guglielmi fu inserita nelle cose da fare entro i primi 100 giorni di governo della città. Ben presto la giunta di Persiani capì che non sarebbero bastati tre anni. Cento i punti critici individuati dai tecnici dei Vigili del Fuoco che batterono tutti gli angoli del teatro e che impedirono, al di là dell’inchiesta, di riaprire il teatro prima della messa in sicurezza dell’intero edificio. Per i lavori strutturali del Guglielmi, il Comune eseguì una gara d’appalto del valore di 250mila euro, che prevedeva il recupero e l’adeguamento normativo dello storico teatro e tutta una serie di interventi di sicurezza, che spaziavano dalle uscite ed entrate di emergenza, agli scalini, le poltrone, i palchetti, la buca dell’orchestra e i camerini. Il crono programma che prevedeva sei mesi di tempo per l’esecuzione dei lavori, ha subito continuamente ritardi e intoppi, soprattutto a causa del fatto che davanti al teatro rimanevano apposti i sigilli della Procura; il colpo di grazia poi della pandemia ha fatto il resto. E adesso ci siamo: il fatto che i lavori tecnicamente, come dice l’assessore Guidi, termineranno a fine febbraio, non significa che il teatro Guglielmi riaprirà per quella data.

Tutt’altro: «Partirà un altro iter burocratico – conclude Marco Guidi – durante il quale tutta la documentazione verrà analizzata dalla commissione pubblico spettacolo. Non serviranno altre autorizzazioni, ma la commissione dovrà prendere visione del lavoro fatto e si riunirà parecchie volte, credo, per verificare tutte le carte. Poi il teatro passerà dalle competenze dei lavori pubblici a quelle del settore cultura a cui spetterà capire quando potrà realmente aprirsi il sipario e con quali accordi con la Fondazione Toscana spettacolo». Le tempistiche, quindi, sono ancora imprevedibili. Forse uno spettacolo di “buon augurio” in estate per poi inaugurare ad ottobre-novembre ufficialmente la stagione di prosa 2022-2023.

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