Grido d’allarme di estetiste e parrucchieri

Gli operatori: le nuove regole finiranno per avvantaggiare chi lavora in nero, gli abusivi. E fioccano già tante disdette

MASSA  CARRARA. «L’obbligo di green pass di base (valido anche il tampone) dal 20 gennaio per i clienti di parrucchiere, barbieri e centri estetici favorirà solo il lavoro in nero». Il grido di allarme arriva dagli addetti ai lavori, in questo periodo già provati dalle disdette a fiume dovute ai contagi. Secondo gli operatori questa stretta va a colpire la categoria, non certo i clienti, che non rinunceranno a farsi belli e si faranno fare capelli e trattamenti estetici direttamente a casa.

Per Alex Pezzica del salone Alex HairLook di viale Turigliano ad Avenza non ci sono dubbi: «Un ultimo dell’anno così non me lo ricordavo – racconta – le disdette arrivavano di continuo, ma il grosso del problema sarà dopo il 20 gennaio. Ho già sentito parecchie clienti dire nessun problema, chiamo e mi faccio fare i capelli a casa. Il risultato è che le persone serie perderanno lavoro e lo acquisteranno i furbetti. Il tutto all’interno di un meccanismo dove sono ripresi tutti i pagamenti. Una piccola azienda come la mia dove devo anticipare la maternità, gli assegni famigliari, gli esuberi Irpef come deve fare? Non è una situazione facile, come non lo è la stessa gestione del salone. C’è molta rabbia tra le persone. Per fortuna il titolare del mio fondo è una persona molto comprensibile e mi fa ritardare l’affitto, ma tutto il resto va pagato». Così anche per Monica Dell’Amico di Sunrelax di via Vico Fiaschi a Avenza: «Se andiamo avanti così la situazione diventa disastrosa, ho già perso delle clienti, chi non si vuole vaccinare si fa andare l’abusivo a casa. A me vengono a chiedere di fare vedere gli attestai per sapere se sono in regola, invece a quelli che vanno a fare le cose in casa è permesso tutto. Stanno facendo di tutto per farci chiudere, ma a differenza di chi va a lavorare nelle case diamo un servizio e garantiamo la sanificazione». Anche Jessica Pucci del centro “Le bellezze di Chloe” di via Ascoli a Marina di Massa ha già perso alcune clienti: «Confrontandomi con le mie colleghe è emerso che molte persone non si faranno il vaccino o il tampone per venire da noi, ma ripiegheranno in persone che gli vanno in casa. Non penso che la gente si farà quindici euro di tampone per andare dal parrucchiere o dall’estetista. Ho già perso delle clienti solo per aver detto di essere favorevole al vaccino». Molto più tranquilla la situazione nel centro estetico Armonia di Monia Fiorini a Serricciolo di Aulla: «La percentuale della mia clientela vaccinata è molto alta, bisognerà aspettare il 20 gennaio per vedere cosa faranno le persone che non sono vaccinate. Vedo improbabile che spendano quindici euro di tampone per venire da me, ma anche da altre parti. È molto più probabile che facciano andare qualcuno a casa, ma così si incentiva il lavoro nero».

Non ha problemi di questo genere di concorrenza Genni Isoppi dell’Abbronzeria di viale Turigliano ad Avenza: «L’unico mio concorrente è il sole – scherza alludendo al fatto che a differenza di estetisti e parrucchiere portare una doccia o un lettino abbronzante a casa del cliente è impossibile – il lavoro comunque in questo momento è calato, tanti positivi e c’è chi ha paura. Penso che i miei clienti che non si vogliono vaccinare non si faranno 15 euro di tampone per fare una lampada».

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