Una piazza per De André: la proposta viene rilanciata

I promotori dell’iniziativa pubblica tornano alla carica: «Il grande cantautore ebbe un legame speciale con Carrara: speriamo che si possa concretizzare»

CARRARA. Fabrizio De André veniva a mancare l'11 Gennaio 1999. A ventitré anni dalla sua scomparsa, si torna a parlare della sua vicinanza con Carrara e riaffiora il pensiero di intitolare una piazza o una strada al cantautore genovese. Grazie alla collaborazione con Andrea Fusani, anche nel suo ruolo di appassionato di cultura e di musica, abbiamo ricostruito il legame tra De André e Carrara, culminato in un celebre concerto al Politeama. Era il 1982 e De André concretizzò la sua vicinanza al pensiero dei circoli anarchici con un concerto, proprio a sostegno della stampa anarchica.

«Sono ormai decine le città italiane che hanno dedicato al musicista una sede urbana o un luogo di cultura – ha sottolineato Fusani – Parliamo di cose come un teatro, una biblioteca o altro. Il tutto, per rendere omaggio ad una delle figure più importanti nel panorama della canzone d'autore italiana del secolo scorso. Sarebbe perciò significativo tornare a ragionare in questi termini anche sul territorio di Carrara».


È ancora viva nella memoria di molti l’iniziativa pubblica organizzata dal Comune nell’ormai lontano 2002, per il ventennale del concerto: Marina Babboni e Reinhold Kohl riuscirono allora a radunare nel teatro Animosi personaggi del calibro di Mauro Pagani, Franz di Cioccio, Massimo Bubola, Fernanda Pivano e molti altri, consegnando la memoria di quegli eventi a una nuova generazione. Dieci anni dopo, l’iniziativa spontanea di un gruppo di cittadini, “Una piazza per Faber”, tentò di rivolgersi alle istituzioni proponendo l’intitolazione a De André della centralissima piazza Cesare Battisti, reinventata come spazio urbano unitario da un recente intervento dell’architetto Angelo Mangiarotti. La proposta fu accolta con entusiasmo anche da don Andrea Gallo che, nel febbraio di quell’anno, fu protagonista di un movimentato incontro pubblico nel ridotto degli Animosi moderato dal giornalista Andrea Lattanzi, con tanto di polemica con alcuni anarchici locali. Don Gallo venne contattato da Gino Angelo Lattanzi, che lo aveva conosciuto durante la sua permanenza professionale di oltre vent’anni a Genova, e lo invitò proprio per partecipare all’iniziativa apuana.

Anche Gino Angelo Lattanzi (che del giornalista Andrea è il padre), appassionato e profondo conoscitore dell’opera di Faber, vedrebbe favorevolmente un riconoscimento pubblico di Carrara verso De Andrè: «A volte mi chiedo – ha aggiunto Lattanzi, contattato telefonicamente – come mai certe cose non vadano in porto. È stata intitolata una strada a Charles Dickens in tempi molto rapidi, mentre la questione di De André va avanti da decenni senza che ci sia un esito. Mi auguro che la cosa venga ridiscussa e abbia un prosieguo favorevole». Ripercorrendo ancora la vicenda, va ricordato che anche nel 2017 il progetto venne rilanciato in maniera più articolata, con la nascita di un gruppo Facebook molto seguito e un’associazione culturale (“Gli Animosi”) nei panni di soggetto promotore. Si ridiscusse di intitolare a De André l’attuale piazza Battisti, ma la cosa non portò alcun risultato. «Nel frattempo – ha concluso Andrea Fusani - il prossimo 6 aprile, saranno passati quarant’anni dal concerto di De André al Politeama: lo stato in cui versa la gloriosa struttura teatrale sembra rispecchiare l’indifferenza che le varie amministrazioni, succedutesi negli ultimi vent’anni, hanno riservato alla memoria delle connessioni tra la città e Fabrizio De André, un patrimonio culturale che altre realtà non avrebbero esitato a valorizzare come parte essenziale dell’identità locale. Considerando l’approssimarsi della scadenza elettorale, non possiamo che augurarci che la prossima amministrazione, di qualunque colore essa sarà, sappia dimostrare una maggiore sensibilità, o forse un maggiore coraggio, ed affronti finalmente la questione, restituendo a Carrara il ricordo di una storia che non può e non deve rimanere patrimonio solo di chi l’ha vissuta in prima persona».

Sulla questione è intervenuto anche il cantautore carrarese Claudio Gabelloni, che ben conosceva Fabrizio De André e col cui figlio Cristiano ha avuto più collaborazioni. «A me piacerebbe che gli intitolassero una piazza – ha spiegato il musicista. De André aveva un buon rapporto non solo con la rappresentativa anarchica, ma con la città intera. L’ho rammentato anche quando venne Cristiano ad esibirsi al teatro degli Animosi, anni fa, con lo spettacolo “De André canta De André”». Di quello spettacolo possiamo dire che Gabelloni ha assistito alle origini. «Quando andavo a Milano – ha aggiunto – collaboravo e scrivevo per Cristiano. Alla sera andavamo a casa da suo padre e lui gli diceva che, quando fosse venuto a mancare, gli sarebbe piaciuto che il figlio ideasse un concerto del genere. Carrara ha avuto la possibilità di ospitare anche quello spettacolo e quindi sarebbe davvero un bel riconoscimento intitolare un luogo pubblico della nostra città al grande cantautore ligure».

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