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Subisce 20 interventi per 10 patologie, ma per la Finanza è un falso invalido

Andrea Ferrara

Dal 2017 prendeva 600 euro al mese, gli hanno pignorato tutto: «Così non posso andare avanti». L'uomo ha vissuto per molto tempo a Massa Carrara

MASSA. Ci sono i “furbetti dell’invalidità” e ci sono gli invalidi veri che vengono perseguiti come “furbetti”.

In questa categoria è davvero difficile non inserire Andrea Ferrara, 48 anni, di Empoli e che per molto tempo ha vissuto a Massa-Carrara. La sua storia da questo punto di vista è emblematica e agghiacciante.

I fatti sono semplici e inverosimili: dopo 20 interventi chirurgici, altrettanti ricoveri per tre malattie rare, una delle quali al cervelletto, due tumori, una lesione al midollo e altre gravi patologie, gli è stata tolta l’indennità con cui viveva e la Finanza gli ha contestato il fatto di aver finto uno stato d’invalidità chiedendogli indietro 114mila euro. Risultato: Andrea Ferrara ha il conto bancario bloccato e l’auto pignorata, non si può comprare più le medicine che gli servono tutti i giorni. E soprattutto non sa dove “battere la testa”, come dice lui, perché dal 2020 non ha più l’idoneità e non può più lavorare per il suo pessimo stato di salute. Il suo sorriso, la sua contagiosa voglia di vivere “nonostante tutto”, che tanti a Sovigliana conoscono, si sta spegnendo. Definitivamente.

Sembra incredibile ma è tutto accaduto. E chi lo conosce stenta a credere che Andrea sia un “falso invalido”. La Finanza lo ha seguito, ha scattato delle foto mentre lui stava camminando tra Empoli e Sovigliana e gli contesta il fatto che non poteva avere l’invalidità perché camminava. «Si è vero – ribatte Ferrara – in quel periodo, nel 2019, qualche volta sono uscito perché grazie a morfina e cannabis, che prendo costantemente, riesco saltuariamente a stare in piedi. Se non ce la faccio, non esco. Non mi va di uscire con la sedia a rotelle».

A dimostrare lo stato di invalidità ci sono, spiega Ferrara, «centinaia di fogli perché da dodici anni sono stato curato a Firenze, Milano, Pisa, Verona». E dal 2017 gli è stata riconosciuta l’invalidità civile. «Dal 1991 mi hanno riconosciuto una pensione Inail di 600 euro perché ho perso tre dita in un infortunio. Poi dal 2017 altre 600 di invalidità civile in seguito all’aggravamento di tutte le mie patologie. Tra l’altro la commissione ha riconosciuto l’indennità a livello definitivo». E inizia a fare un lungo elenco delle sue patologie: «Mi hanno operato una ventina di volta per tre malattie rare, la Arnold Chiari che interessa il cervelletto e mi provoca perdita di memoria e cadute improvvise con conseguenti fratture, la siringomelia e la Bubb Chiari, una malattia del fegato. Ho un tumore non operabile all’occhio destro con la perdita della vista, un tumore non operabile all’orecchio destro e non ci sento. Ho avuto un infarto, una lesione midollare e la schiena bifida. Mi hanno fatto un by pass gastrico e rimosso alcuni angiomi. Da anni vado avanti a morfina e ora anche a cannabis per i dolori atroci che ho alla testa. Grazie a questi medicinali, a cui poi vengono aggiunti altri farmaci come il Toradol, sono stato meglio e riesco a gestire i movimenti involontari sempre prodotti dalla patologia alla testa». E aggiunge quasi con ironia: «Ah, dimenticavo il diabete, le crisi epilettiche dovute sempre alla patologia alla testa. E la celiachia in conseguenza delle innumerevoli medicine prese». Più di venti pasticche al giorno.

Nello stesso tempo l’azienda per cui lavorava non gli ha riconosciuto più l’idoneità a lavorare. Poi a novembre scorso la brutta sorpresa: «Sono andato a prendere i soldi in banca ma non ci sono riuscito – racconta Ferrara – è stato il direttore a dirmi che era tutto bloccato e che dovevo nominare un avvocato. Poi ho ricevuto una chiamata dalla guardia di finanza di Firenze. E ho scoperto che nel 2019 ero stato seguito e fotografato quando uscivo. Mi hanno ripreso quando andavo fuori vicino a casa, grazie a tanti antidolorifici e un amico che mi aiutava. Mi chiedo: perché non hanno sentito questa persona che addirittura una volta mi ha ripreso mentre stavo per cadere nell’Arno? Ora mi hanno fatto un verbale da 114mila euro richiedendomi gli arretrati dell’invalidità – prosegue – e mi hanno anche tolto la pensione Inail che prendo dal 1991 per un infortunio sul lavoro. Mi hanno pignorato, come anticipo dei 114mila euro, la mia auto comprata 14 anni fa con la legge 104, il motorino che avevo preso da un mio cugino per mio figlio». Per la Finanza si tratterebbe di appropriazione indebita.

E continua: «Mi sono state contestate anche alcune foto su Facebook perché non sono in carrozzina e sono vestito con abiti eleganti. Io non ho mai voluto farmi vedere con la sedia rotelle, non voglio mostrare quale è la mia reale situazione di salute. Senza soldi sono dovuto tornare a casa dei mie genitori a Massa, non ho nemmeno un euro in tasca e non posso comprarmi le medicine che mi servono. Non faccio più le visite di controllo che sarebbero necessarie. Non posso più pagare niente, nemmeno gli alimenti per i miei due figli. Voglio chiedere un incontro alle istituzioni e al presidente del Tribunale. Perché ho centinaia di certificazioni che attestano la mia condizione: non è possibile che non siano prese in considerazione. L’ultima cosa che posso fare è incatenarmi da qualche parte e fare lo sciopero della fame».