Dalla Fondazione Marmo 250mila euro: ecco come fare per partecipare al bando

Saranno accolti progetti per il mondo della scuola, cultura, sanità e sociale: «Carrara un polo di formazione mondiale»

CARRARA. La cifra sul piatto è di 250mila. Ma non è da escludere possa essere rimpolpata progetti alla mano. Tradotto: se uno o più progetti saranno ritenuti in linea, meritevoli, il consiglio d’amministrazione aumenterà l’importo. Parte dai contenuti la “ratio” che guarda al futuro e fa da fil rouge al bando del 2022 della Fondazione marmo onlus e presentato ieri. La presidentessa Bernarda Franchi, il vicepresidente (e numero uno della Confindustria apuana) Matteo Venturi e la coordinatrice Stefania Corsini chiamati a illustrare i punti salienti del testo in una conferenza telematica, ai tempi del Covid-19, ai molti soggetti collegati, a testimoniare l’interesse e la necessità: mondo della scuola, associazioni culturali, quelle di volontariato e sportive, tra le altre. «Progetti per iniziative di valore e interesse sul territorio in considerazione anche dei principi di “cura” e di “ripresa e rilancio” della comunità dopo la pandemia di Covid-19», il refrain che ricorre anche nel testo.

A chi è rivolto


Quei 250mila euro che traducono l’azione di sostegno per il 2022 sono rivolti a scuola, sociale, sanità, sport e cultura del territorio apuano. «La pandemia Covid-19 ha modificato molti parametri a cui ci eravamo abituati negli anni passati. E nel nostro territorio ha colpito molto duramente perché si è innestata su una situazione che presentava già precedentemente proprie difficoltà. Da qui la decisione del nostro consiglio di definire un bando per il 2022 che fosse nuovo non solo di nome, ma anche di fatto. Il cui tratto fondamentale non sarà più il sostegno a pioggia e una tantum delle iniziative di altri soggetti, ma la partecipazione attiva della Fondazione Marmo sui progetti condivisi con istituzioni ed enti no profit del terzo settore al fine di promuovere lo sviluppo sociale e culturale, e quindi anche economico, del nostro territorio», spiega la logica la presidentessa Franchi. Un focus – in gergo “linea di intervento” –, ripetono più volte dalla sede degli industriali apuani sulle linee guida del bando, sarà inevitabilmente destinato alla scuola: formazione, valorizzazione delle eccellenze, le parole chiave che guardano anche alla transizione digitale ed ecologica. «Si tratta di una linea di investimento che guarda al futuro e quindi alle nostre ragazze e ragazzi. Perché noi siamo convinti che una delle strade principali da percorrere per rilanciare il territorio di Massa Carrara sia proprio quella della formazione dei giovani. Già abbiamo avuto esperienze positive sia nel sostegno a varie iniziative di scuole medie e superiori, sia nella formazione universitaria e postuniversitaria con il master in ingegneria mineraria realizzato assieme al Politecnico di Torino – ricorda Franchi –. Adesso vogliamo porre le basi, aiutando la realizzazione di una rete fra i diversi livelli scolastici, per fare di Carrara la capitale mondiale della formazione e della conoscenza della pietra naturale, così da valorizzare a pieno l’enorme patrimonio di cultura del lavoro, dell’impresa, dell’arte e dell’artigianato, che ci deriva da secoli di storia. Consiste in questo la linea di intervento che nel bando abbiamo definito, non a caso, “Civiltà del marmo”, e che prevede anche il sostegno partecipato a iniziative culturali, artistiche e di promozione del territorio di Carrara». Non solo attività legate alla scuola e quelle all’interno dell’insieme “civiltà del marmo” tra le linee d’intervento, come detto: valorizzazione, promozione e sviluppo del territorio, sociale, inclusione, sanità, le altre linee a comporre il perimetro dei progetti.

Tempi e modalità

Ci sarà tempo fino al 15 febbraio per presentare i progetti per le richieste di contributo compilando i moduli che si possono reperire direttamente sulla sezione ad hoc sul sito online della Fondazione marmo onlus. In coda a marzo saranno resi noti i nomi dei beneficiari. La Fondazione valuterà le richieste di contributo in base a una serie di requisiti: dall’affidabilità del richiedente alla capacità di produrre risultati per la comunità, dalla compatibilità di costi e tempi indicati, alla coerenza del piano finanziario e dall’adeguatezza del contributo richiesto. Per poter accedere bisognerà «perseguire scopi di utilità sociale o di promozione dello sviluppo economico; operare nei settori di intervento indicati; non avere per statuto finalità di lucro» e «non sono ammessi contributi a favore di enti associativi aventi base ristretta, che abbiano meno di sette associati; singole persone fisiche (al netto di eccezioni mirate, come borse di studio a giovani meritevoli, per esempio, ndr); enti con fini di lucro; imprese e partiti». «Il bando 2022 non è solo un effimero strumento di erogazione, ma vuole rappresentare una piena e concreta disponibilità all’ascolto e alla co-progettazione della società apuana e delle sue istituzioni e associazioni di volontariato, così da raggiungere risultati più rilevanti e duraturi, e quindi più capaci di generare un effettivo miglioramento della vita della nostra comunità», concludono i relatori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA