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Gps nelle auto dei vigili urbani per controllare i loro risultati: il caso a Massa

Un’auto dei vigili urbani in piazza Aranci

È emerso durante la commissione ambiente a cui hanno partecipato anche le rappresentanze sindacali

MASSA. A cosa serviranno realmente i Gps installati nelle auto di servizio e nelle radio in dotazione dei vigili urbani di Massa? Sicurezza e tutela del lavoratore, oppure valutazione delle prestazioni di ogni vigile e controllo su di loro? Se lo è chiesto ieri mattina la commissione ambiente, che ha la delega anche per la polizia municipale, ascoltando le rappresentanze sindacali sulla questione dei Gps installati sulle ricetrasmittenti delle autovetture e delle radiomobili in dotazione agli agenti della polizia municipale di Massa.

Un incontro che, in realtà, ha seguito quello avvenuto con l’amministrazione circa tre settimane fa, a cui parteciparono il segretario generale del Comune e il comandante Fernando Della Pina, e durante il quale, non essendo stati invitati i sindacati a fare da contraddittorio, i due hanno rappresentato il percorso seguito dall’amministrazione e spiegato le motivazioni che hanno portato a quella decisioni, leggendo alcune parti degli atti.


La vicenda è ormai nota: bypassando completamente le rappresentanze sindacali (ma con l’approvazione dell’Ispettorato del lavoro) e violando, secondo Cgil, Cisl e Uil, la privacy dei lavoratori, il Comune ha deciso di installare nuovissimi dispositivi Gps sui veicoli della polizia municipale e sulle radio date in dotazione personalmente ai lavoratori; cioè ogni vigile possiederà una radio con un codice che è riconducibile a lui su cui verrà installato un Gps, il che farebbe venir meno il rispetto della privacy.

Non solo: nella seduta di ieri mattina, Laura Bacci della Fp Cgil Massa Carrara, ha svelato che negli atti con cui l’amministrazione comunicava e spiegava ai sindacati il progetto, è spuntato anche il termine “performance” tra gli obiettivi dell’operazione.

Un punto non chiaro dalle carte, ma che lascia presupporre la possibilità che i Gps servano non solo per permettere alle pattuglie di essere rintracciate il prima possibile, in caso di aggressione, ad esempio, e poter verificare la loro posizione esatta, ma possano servire anche per controllare spostamenti e orari e tracciare una sorta di “mappa del lavoratore”, lavativo o stacanovista, sullo stile della riforma Brunetta. Un punto da chiarire ovviamente con i sindacati, se non fosse che il dialogo con l’amministrazione è congelato da tempo.

Tra gli interventi dei consiglieri a favore dell’operazione, ha suscitato più repliche e polemiche quello di Luca Guadagnucci (Forza Italia) : «In un periodo in cui ci hanno imposto Green pass e super Green pass- spiega- il problema della privacy per voi sono i Gps sulle auto dei vigili? Io credo che siano strumenti necessari, opportuni, utili per la loro sicurezza. D’altra parte i vigili sono a lavorare quando vanno di pattuglia. Non vedo che problema ci sia a controllare la loro posizione se può servire a migliorare il loro agire».

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