Contenuto riservato agli abbonati

Banche, a Massa Carrara chiusi 26 sportelli in 5 anni. Cisl: «Così i servizi sono a rischio»

Comano e Podenzana non ne hanno nemmeno uno da anni. Calati, di conseguenza, anche i dipendenti nel settore

MASSA. Meno 26 sportelli bancari e meno 108 dipendenti dal 2015 al 31 dicembre 2020. Solo l’anno che si appresta a finire segna un’interruzione al trend in costante discesa, e non solo negli ultimi cinque anni. Il taglio alle filiali si assiste principalmente nelle due grandi città della costa, Massa e Carrara, che ne hanno perse rispettivamente nove e otto. Ma anche nei quattordici comuni della Lunigiana le cose non vanno meglio.

Sebbene le chiusure in termini numerici siano più contenute (-8) , non di meno gli sportelli adesso sono 26, e due comuni, Comano e Podenzana, da anni non ne hanno uno. A dirlo sono i censimenti annuali della Banca d’Italia, che consentono di snocciolare qualche numero.


Al 31 dicembre del 2020 le filiali nella provincia di Massa-Carrara erano in tutto 79, due in meno rispetto all’anno precedente, ma 26 in meno dal 2015, quando erano in tutto 105. Di conseguenza, si assiste al calo anche di dipendenti, che vengono mandati in pensione o inseriti in percorsi di prepensionamento.

Sempre a quella data erano in tutto 521 (alcuni dei quali attualmente in odore di pensionamento) ma erano 629 cinque anni prima. Tutto questo in un territorio da quasi 200 mila abitanti, con profonde differenze non solo geografiche. Si tratta di un processo nazionale, dovuto in parte alla digitalizzazione del settore, con i sistemi di banking online, la diffusione di piattaforme fintech, servizi di pagamento e app che stanno rendendo sempre più spesso la fila allo sportello obsoleta. Ma non sembra esserci solo questo, anzi.

Molti istituti di credito guardano al ritorno economico di quel dato sportello, e fanno due conti; se genera utili resta, altrimenti addio al servizio.

A spiegarlo è Bruna Massa, segretaria di First-Cisl, che dal 1997 tiene questa statistica, cioè quando gli sportelli erano 125: «Spesso si imputa ai processi di digitalizzazione, ma le ragioni potrebbero essere anche altre, come il mero taglio dei costi da parte degli istituti finanziari. Ad esempio le zone d’Italia dove negli ultimi anni sono stati chiusi più sportelli sono quelle del sud che hanno un minore tasso di digitalizzazione. Ma se fosse poi per la digitalizzazione quest’anno avrebbero dovuto assumere, per via dei finanziamenti dal governo che hanno richiesto pratiche di fido, guardati anche due o tre volte nell’arco di pochi mesi».

Va da sé che, con la scomparsa della filiale, vengano meno anche i lavoratori: «Negli anni ‘90 eravamo circa 1. 200 dipendenti, adesso sono meno di 500». Ma scendono anche i dipendenti per filiale; «nel 2015 erano in media 7,1, nel 2021 prevediamo 6,3. Le persone non vengono licenziate, vanno in pensione oppure vengono accompagnati, però per il tessuto economico mancano stipendi, manca l’ingresso per giovani. Anche l’economia locale ne risente. Nella vecchia sede della Cassa di risparmio di Carrara eravamo circa 200 dipendenti, che andavano a pranzo nei paraggi, compravano scarpe e vestiti. Ora no».

Fatto sta che dal 2015, conclude Massa, «il settore del credito in Italia ha perso oltre il 20% degli sportelli e circa il 10% degli addetti, ma nella nostra provincia la diminuzione è stata di oltre il 25% degli sportelli e il 33% del personale. Quest’anno non si sono verificate chiusure, ma le stime nelle nostre mani ne prevedono altre nel 2022. Con conseguente riduzione del personale, che ad oggi probabilmente sono meno di 500».

Tutto questo cosa comporta per l’utenza? «Comporta che in un momento come questo, che vede mettere in campo a livello governativo tutta una serie di strumenti che, con le garanzie statali, passano da una gestione di pratiche creditizie, la scarsità dei dipendenti in filiale rende complesso per la cittadinanza lo sviluppo di ogni pratica, con il rischio di tempi più lunghi per espletarle».

© RIPRODUZIONE RISERVATA