Due furti in venti giorni al rifugio Carrara. La gestrice: «Poco lavoro e ladri, è troppo»

La finestra rotta dai ladri

Per entrare nella struttura è stata rotta la finestra. Grazia Repetto: «Non c’era nulla da rubare perché non abbiamo clienti»

CARRARA. La prima volta hanno portato via la cassa con dentro spiccioli. Niente di più. La seconda, venti giorni dopo, la cassa vuota. Nemmeno i soldi della benzina per arrivare fin lì: il rifugio Carrara del Cai, a Campocecina, una struttura che si trova a 1. 320 metri di altezza sopra la valle della città che dista 21 chilometri, 42 minuti di curve in salita. Il paese più vicino è Castelpoggio e dista 12 chilometri. Per il resto, il rifugio è circondato dalle montagne e dal silenzio. In poche parole: nessuno passa di lì per caso.

Il primo furto risale alla notte tra il 12 e il 13 novembre. Grazia Repetto, che gestisce il rifugio da 17 anni, sta dormendo al piano di sopra. Il rifugio, costruito nel 1957, ha 36 posti letto ma adesso non ci sono ospiti. «Con il brutto tempo, si lavora ben poco», dice. Lei vive in quella struttura con il cane «che fa sempre la guardia – dice -: non fa mai entrare qualcuno che non conosce. Io mi sono sempre sentita al sicuro». Eppure quella notte non abbaia, non si muove. Lei non sente rumori. La mattina trova la finestra rotta, la cassa non c’è più. La gestrice denuncia ai carabinieri e pensa sia finita lì.


Si sbaglia. Venti giorni, lo stesso copione. Lei su, il cane che non abbaia, il ladro (o i ladri) che entra e porta via la cassa, che, però, questa volta, è vuota. «In genere ci lascio poco o nulla, giusto il fondo cassa. Ma ora, a maggior ragione, non ci lascio più niente, anche se, a dir la verità, non mi aspettavo che sarebbero tornati».

Scatterà una nuova denuncia e, probabilmente, anche la richiesta di dispositivi di sicurezza («ne parlerò con il Cai»), ma intanto oggi emerge la disperazione della donna che già deve tirare avanti l’attività nonostante l’emergenza sanitaria, che ha chiuso a lungo il turismo, e nonostante il maltempo.

Il rifugio (aperto tutto l’anno) è il punto di partenza per numerose escursioni verso la Lunigiana e le valli di Massa. I prati di Campocecina sono frequentati da famiglie per gite domenicali, sia in estate che in inverno, e da lì si parte per escursioni brevi verso il Monte Borla (1.469 metri) o il Monte Sagro (1.749 metri). Ma, ovviamente, con la pioggia lassù c’è il deserto. E sta piovendo da giorni sulle Apuane.

«È brutto tempo, non stiamo lavorando; cosa credono di trovare qui da noi? E perché ci vogliono danneggiare? Non capiscono che siamo in difficoltà perché non viene nessuno in questi giorni?», continua Repetto. Secondo la gestrice «non si tratta sicuramente di escursionisti, perché gli escursionisti non farebbero mai una cosa del genere: non è nella loro cultura. Ma qualcuno che conosce bene il posto sì, perché altrimenti il mio cane non lo avrebbe fatto entrare, avrebbe almeno abbaiato per avvisarmi».

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