Riccardi ci riprova e passa all’attacco: «Insieme ai 5 Stelle per battere Persiani»

Il segretario Pd uscente si ricandida a guidare i democratici, ma non a fare il sindaco: «Non mancano nomi a Massa»

MASSA. «Se rimarrò segretario comunale del Pd inizierò a lavorare per una larga alleanza del centro sinistra con il Movimento 5 Stelle, per vincere le elezioni amministrative nel 2023. Il prossimo sindaco? Non sarò io».

Ha le idee chiare Norberto Riccardi alla vigilia dei congressi del Partito Democratico, al via da oggi, fino a domenica con l’elezione dei delegati che voteranno poi all’assemblea. Riccardi è il segretario comunale del Pd di Massa uscente e chiede una “riconferma” e un “giudizio” sul suo nome e sul suo operato, visto che la sua elezione non passò al vaglio di un congresso, ma avvenne solo a seguito delle dimissioni dell’allora segretario Luca Perinelli. «La mia ricandidatura – inizia Riccardi – è un atto di sensibilità democratica nei confronti degli iscritti e degli elettori». C’è molto da dire riguardo al futuro, progetti, alleanze, elezioni, ma c’è anche un bilancio da fare per Riccardi: «Ho preso un Pd reduce da una sconfitta dolorosa contro le destre nel 2018; era un partito chiuso su sé stesso, che stava come elaborando un lutto; ho cercato di fare un lavoro da sarto, ricucendo rapporti e ferite. Il Pd era al 16%, oggi è al 33, 4%, il dato più elevato della nostra provincia e tra i più alti in regione. Oggi è un partito vivo, grazie al gruppo dirigente che ha lavorato in maniera continua, convocando più di quaranta riunioni della segreteria, incontrando associazioni, partiti, organizzazioni e tutto questo nel periodo peggiore della nostra Repubblica, costretti a fare politica a distanza, in un Comune dove l’opposizione in Consiglio comunale è stata messa a tacere, impossibilitata a fare il suo mestiere, messa all’angolo da un presidente che tutt’altro è stato fuorché arbitro neutrale dell’assise più importante del territorio». Riccardi ricorda però che nelle grandi battaglie e nelle partite significative per il territorio «il Pd c’è sempre stato, sollevando questioni su temi come gli agri marmiferi, la difesa della costa, l’urbanistica, la sanità e la zona industriale». Ma c’è, poi, un enorme dato politico su cui Riccardi ha intenzione di costruire le strategie future per le prossime elezioni amministrative: «Sui grandi temi l’opposizione è sempre stata compatta, dal Movimento 5 Stelle a Italia Viva. Se verrò rieletto sarà il mio punto di partenza. Questa unità in Consiglio comunale sarà il cuore di una coalizione per il 2023, che supererà il modello Montignoso, in quanto dentro vogliamo anche i 5 Stelle. Una specificità che, forse, avrà soltanto Massa. Poi ci saranno più voci da ascoltare: quelle dell’associazionismo, del mondo della cultura, delle imprese e anche del civismo, in cui credo ancora nonostante sostenga non sia più fondamentale come ai tempi dell’elezione di Alessandro Volpi. Oggi punto sul ruolo dei partiti tradizionali». La partita delle amministrative 2023 per Riccardi non è così lontana, ma non troppo vicina da permettere di bruciare nomi: «Non farò nessun nome; vorrei che fosse un uomo o una donna del Pd e che rappresentasse un fortissimo cambio generazionale. Io, invece, non darò la mia disponibilità alla candidatura, qualora qualcuno si chieda se volessi fare il sindaco di Massa. Io voglio fare il segretario. Non permetterò a chi ha tali velleità, inoltre, di fare il buono e cattivo tempo con le tessere del partito. Il Pd non è e non sarà mai un autobus. Di uomini e donne che potrebbero fare il sindaco a Massa ce ne sono molti. Mi stupisco che stiano circolando sempre i soliti tre, quattro nomi». E dopo il congresso, già da lunedì, se Riccardi tornerà segretario inizierà a lavorare per il “modello Massa”: «Una coalizione libera e un partito, il Pd, dove donne e giovani torneranno ad avere lo spazio e i ruoli, anche amministrativi, che si meritano».

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