Giornata dedicata ai neo medici. Ecco chi ha prestato giuramento

Tutti i nomi dei dottori che indossano il camice per la prima volta. Medaglia e pergamena anche a chi festeggia i 25 e i 50 anni dalla laurea

MASSA CARRARA. Ci sono i giovani, freschi di laurea, che con la professione si misurano adesso. E ci sono gli esperti, che la professione medica la esercitano da anni, a volte da decenni. Si è svolta sabato 27 novembre nella sala conferenze della Camera di Commercio la Giornata del Medico, l’evento annuale promosso dall’ordine di Massa Carrara. Organizzato dal presidente Carlo Manfredi, l’ evento “regala” l’emozione di assistere alla cerimonia di giuramento dei nuovi medici, cerimonia che sabato è stata celebrata dal dottor Massimo Rossi, vice presidente Commissione albo odontoiatri Massa Carrara, alla presenza del segretario nazionale della Federazione che riunisce gli ordini dei medici, Roberto Monaco. Presenti anche il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale e il presidente di Nausicaa Luca Cimino. I giovani medici, chiamati uno ad uno sul palco, hanno ricevuto le pergamene con il testo del giuramento del medico che è stato letto integralmente da uno dei neo medici presenti. L’emozione per chi comincia una nuova esperienza, e la commozione di chi la pergamena l’ha ricevuta per i 25 o i 50 anni dalla laurea.

Hanno prestato giuramento, per cominciare ad indossare il camice, i dottoriElena Annunziata, Bianca Bechini, Francesca Bezzi, Chiara Borelli, Lorenzo Bresciani, Filippo Cariola, Alessandra Celi, Federica Conforti, Sara Corsi, Sara Dormio, Federico Giovannoni, Elisa Grassi, Martina Leotta, Lucio Lucchesi, Martina Morra, Alessia Laura Mosti, Agnese Nieri, Michele Primosa, Federica Ricci, Gianluca Rubini, Federico Rustighi, Khrystyna Ryabenko, Giulia Scaramuzza.


Pergamena e medaglia d’oro per i 50 anni di laurea a Marco Baicchi, Piero Berretta, Andrea Biso, Francesco Bruna, Sergio Caleo, Edoardo Carletti, Umberto Casoli, Bruno Ceccarelli, Dante Corsini, Roberto Daini, Marco Guadagni, Roberto Massetani, Giuseppe Mazzei, Francesco Molino, Alberto Moschini, Roberto Oligeri, Franco Tognini e Mario Valli.

Pergamena e medaglia d’argento per i 25 anni dalla laurea ad Al-Jabri Anees Ali Ahmed, Giuseppe Baglini, Vittoria Baldi, Antonella Benvenuti, Gildo Bertoncini, Pietro Bianchi, Barbara Bianchi, Maurizio Cantini, Egidia Cantisani, Francesca Casula, Luigi Chiaffi, Antonella Covelli, Santino Del Freo, Roberta Della Seta, Sergio Di Nino, Graziella Ferdani, Laura Ferrari, Angelo Gemignani, Fabrizio Giammori, Jacopo Gianetti, Riccardo Elia Grulli, Donatella Lorenzetti, Luca Lorenzetti, Lorella Marselli, Riccardo Martini, Roberta Mazzoni, Carolina Anna Mobilia, Giovanni Musetti, Shukri Neiroukh, Fabrizio Pastine, Paolo Pierazzini, Rita Pieruccini, Gianluca Pucciarelli, Veronica Ricci, Daniela Tongiani, Alessandro Tripodo, Marina Trivelli, Prisca Tommasini, Arianna Tonetti, Francesco Tonelli, Tommaso Trapuzzano, Serena Vignoli, Simonetta Vinci, Sergio Vivaldi, Salvatore Zappalà.

Visto il periodo di forte impegno sanitario, molti dei medici non sono riusciti a prendere parte alla cerimonia di giuramento e a quella per la celebrazione dei 25 e 50 anni di laurea. Verrà a loro dedicata un’apposita cerimonia presso la sede dell’Ordine secondo loro disponibilità.

Una giornata evento che non ha trascurato la formazione: il dottor Manfredi e il dottor Monaco hanno tenuto, infatti, due interventi dedicati al nuovo ruolo del medico e dell’istituzione sanitaria in periodo pandemico.

«Avere elevate conoscenze cliniche e una preparazione basata su solide basi scientifiche – ha sottolineato il dottor Manfredi – oggi è più che mai indispensabile nella professione medica. Esempi come quelli legati all’attuale pandemia dimostrano come non si possa affrontare il nostro mestiere lontani dall’evidenza scientifica. Il caso dell’idrossiclorichina, utilizzata come cura dei sintomi da infezione da Covid 19 in tutto il mondo e bocciata poco tempo fa dall’Organizzazione mondiale della sanità a seguito degli studi indipendenti portati avanti dai ricercatori di Oxford e Harvard, dimostra come solo un approccio al cento per cento scientifico possa essere davvero efficace e di aiuto alla popolazione».

«Oggi l’istituzione medica deve saper comunicare più che mai – ha aggiunto il dottor Monaco – poiché la diffusione delle fake news e della cultura della medicina “fai da te” ha assunto proporzioni inquietanti. Essere medico significa aver affrontato un percorso di almeno undici anni di studio incessante ed estremamente impegnativo e questo messaggio deve scavalcare ogni forma di svilimento della professione, per non parlare dell’impegno che l’istituzione deve necessariamente affrontare per permettere alle nostre professionalità (nel percorso di formazione, ciascun futuro medico costa allo Stato “quanto una bella Ferrari”) di non essere costrette ad emigrare all’estero per trovare lavoro».