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A quattro mesi lasciato in attesa fuori dall’ospedale. Il racconto del padre: «Aveva la febbre alta da giorni»

Il Pronto soccorso del Noa

Massa, il padre del piccolo dice dice che al pronto soccorso non hanno permesso loro di rimanere all’interno

MASSA. «Lo sa cosa diceva la gente che l’altra sera era con noi al Pronto soccorso? Andate al Versilia».
Comincia così, con uno sfogo, il racconto del padre di un bambino di quattro mesi che ha dovuto ricorrere alle cure del Pronto soccorso del Noa per una febbre alta che andava avanti ormai da giorni. È lui a raccontare quanto accaduto. «Mio figlio aveva la febbre da martedì – comincia col dire il padre – il pediatra ci ha consigliato di portarlo al pronto soccorso. E così l’altra sera lo abbiamo imbaccuccato e siamo partiti per il Noa». Ma al Pronto soccorso, stando alle parole del babbo del bambino, sono cominciati i problemi.

«Abbiamo spiegato la situazione e all’inizio siamo stati accolti, da uno degli operatori al triage, con gentilezza – spiega – Siamo entrati quindi nella sala d’attesa con il bambino. Dopo poco è intervenuto un secondo operatore che, con modi sbrigativi, ci ha detto che dovevano attivare il percorso pediatrico e quindi eravamo invitati a uscire a attendere fuori».

«A quel punto il bambino ha cominciato a piangere – prosegue il padre – Fuori era molto freddo e abbiamo avuto paura che le sue condizioni potessero peggiorare. Ci siamo quindi riattaccati al campanello, quello per l’accesso al triage e, alla fine hanno attivato il percorso pediatrico. A mezzanotte, dopo averlo visitato lo hanno rimandato a casa con la disagnosi di sospetta bronchiolite». «Io credo – conclude il padre che ha segnalato la vicenda capitata al suo bambino – che non sia normale un trattamento del genere a un neonato di quattro mesi. Ci hanno fatti entrare, e poi uscire, dalla sala d’attesa, con il piccolino che piangeva disperato».

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