Terza dose e vaccini ai giovani: ecco perché si torna a Carrara

Prende corpo il dietrofront dell’Asl sull’hub a Massa: «Volontà regionale». E ora l’analisi dei costi per l’Imm-bis

MASSA. Di fronte a un quadro in continua evoluzione «bisogna anche avere il coraggio, nel caso, di tornare indietro» (copyright Monica Guglielmi, responsabile della sanità territoriale e delle vaccinazioni). Il riferimento è all’hub di CarraraFiere che si candida sempre di più, come scritto nell’edizione di ieri, a poco più di un mese dal trasferimento delle vaccinazioni all’ex ospedale di Massa, a tornare centro vaccinale. L’indicazione è arrivata dal vertice convocato in Regione nella serata di mercoledì.

Sul tavolo la volontà del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani di accelerare sul fronte della vaccinazione. L’indirizzo politico fiorentino arriva in contemporanea con il “super Green pass”, ma soprattutto con la terza dose che entra nel vivo. A rimpolpare l’urgenza, il trend dei contagi delle ultime settimane. Per questo, per farsi trovare pronti, la volontà di tornare all’hub di CarraraFiere. In quel padiglione E che nei mesi scorsi era in grado di garantire fino a 1400 vaccini al giorno (al 9 settembre complessivamente i numeri parlavano di 127 mila prime dosi e 115 mila cicli completati). Poi il trasferimento – dal 18 ottobre scorso (la proroga del contratto tra la fiera e Asl era terminata il 15) – all’ex ospedale di Massa. Una scelta che rispondeva al rapporto tra ingressi (sempre meno) e costi (poco più di 120 mila euro mensili per l’hub di via Maestri del Marmo).

Le tempistiche
«Sì, su indicazione della Regione stiamo valutando un possibile riutilizzo di CarraraFiere per la vaccinazione. Stiamo facendo una programmazione su quelle che sono le necessità e le possibilità», conferma la dottoressa Guglielmi. «Quando è maturata l’idea del trasferimento a Massa ci sono state giornate nelle quali come area vasta abbiamo effettuato poco più cento vaccinazioni. I numeri erano veramente in diminuzione, adesso con la terza dose con il richiamo portato a cinque mesi, il tema dell’estensione più giovani, e un quadro che muta continuamente, ci dobbiamo far trovare pronti», continua. E allora le domande d’obbligo mettono nel mirino i costi e i tempi. «Non siamo nel campo delle certezze, quindi è tutto da valutare. Certo, se si deciderà di tornare a CarraraFiere si farà prima di fine anno, con i tempi tecnici che sono inevitabili. I costi sono al vaglio, dobbiamo conciliare le risorse umane, quelle economiche, con le esigenze. Andare a Massa non ha comportato però sprechi di risorse – precisa –, non è stata un’operazione a costo zero perché niente lo è, ma non abbiamo dovuto fare interventi strutturali. Lì, eventualmente, rimarranno le cure intermedie Covid e il call center legato alla vaccinazione». E così, mentre si valuterà se destinare il tracciamento all’ex ospedale di Massa, sicuramente non ci saranno due hub vaccinali, conferma la responsabile. Tradotto: se, come sembra, ci sarà un ritorno su CarraraFiere, l’hub vaccinale sarà solo quello come nei mesi scorsi. E intanto sul tema si è aperto il dibattito politico. «L’hub di CarraraFiere si è dimostrato funzionale alla vaccinazione di massa: una prospettiva che nasce in quest’ottica dalla volontà regionale. Ovviamente, al suo fianco, è necessario l’impegno del governo alle regioni nel garantire personale», il punto del consigliere regionale Giacomo Bugliani (Pd). «L’andirivieni del centro sta innescando spese extra, un disorientamento dei cittadini e disagi per il personale sanitario. Tutto questo – spiegano dal Movimento Cinque Stelle di Carrara – era facilmente evitabile».