Massa, il prefetto volontario per un giorno alla Caritas

Il prefetto Ventrice durante la distribuzione dei pacchi alimentari

Ha consegnato i pacchi alimentari ai tanti che quotidianamente si rivolgono al centro per la spesa e i pasti

MASSA. Ha indossato, come tutti, la pettorina dei volontari che operano nel centro. Poi si è messo a smistare i pacchi: un saluto, una parola gentile, qualche domanda a chi aveva voglia di parlare, raccontare il proprio dramma legato alla perdita o alla mancanza di lavoro e quindi alla povertà e alla fame. Un volontario come tanti. Ma non uno qualunque.

A distribuire i pacchi alimentari, ieri mattina, alla Caritas c’era Claudio Ventrice, prefetto della provincia di Massa Carrara. «Sono una persona semplice, vengo da una famiglia di origini umili e in questi giorni sentivo la necessità di mettermi a disposizione, fare qualche cosa per gli altri». Così, accompagnato dal presidente di Evam, Lorenzo Porzano, che già in passato ha collaborato con Caritas per iniziative di sostegno e donazioni, Ventrice ha vestito i panni dell’addetto alla distribuzione di generi di prima necessità. «Questa giornata mi ha dato energia, mi sono sentito realizzato più che in ufficio: è stato un momento bellissimo e importante per conoscere una realtà di Massa che non conoscevo a questi livelli». Si è trattato, ha specificato Ventrice, di una visita a titolo personale, l’occasione per manifestare la propria vicinanza a chi, anche in conseguenza dell’emergenza Covid, si trova a dover fronteggiare situazioni di indigenza. «Mi sono fermato a parlare con alcune delle persone che erano lì a ritirare i pacchi alimentari – spiega il prefetto – ho incontrato una signora che ne ha presi tre, per lei e per le due figlie entrambe disoccupate». Il lavoro, la prima emergenza. «Conoscere queste persone mi ha veramente colpito – prosegue il prefetto – e mi ha anche stupito il fatto che il 70 per cento delle persone che si rivolgono alla Caritas sia di nazionalità italiana. Non credevo che la percentuale fosse così elevata. E mi auguro che la politica possa lavorare al fine di trovare soluzioni a chi vive situazioni di questo tipo. Non posso risolvere problemi occupazionali ma cerco e cercherò di dare un mio contributo». Un “contributo” che comincia, forse, proprio dal dare il buon esempio, mettersi in gioco in prima persona per aiutare gli altri ben oltre il proprio ruolo istituzionale e sensibilizzare gli altri attori, pubblici e privati, del territorio a dare una mano: dalle catene della grande distribuzione, alle associazioni, al mondo dell’impresa. Cosa si può fare? Ai volontari della Caritas manca un veicolo per trasportare i generi di prima necessità: usano le proprie macchine e la cosa non è né facile né agevole. «Magari potremmo provare a trovare insieme un mezzo adatto allo scopo» conclude Ventrice.


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