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Perde il dito per un morso: «Ma l’incubo è iniziato prima»

Cristiano Musetti e l’atrio del tribunale dove sono accaduti i fatti

Massa, il 40enne ferito in tribunale racconta la sua storia al Tirreno con una lettera. «Subiamo da tre anni minacce, ma i magistrati non ci hanno mai tutelati»

MASSA. La verità di questa aggressione, dice, «è ancora più scioccante» di quella che è stata raccontata fino ad ora. E il personail trainer di 40 anni a cui Cristiano Musetti, 45enne carrarese, che tutti conoscono come Dingo, lo scorso giovedì, durante una lite dentro il tribunale, ha staccato un dito con un morso, ha deciso di raccontarla a Il Tirreno con una lettera.

«Circa tre anni fa – racconta – ho interrotto la relazione con la mia ex da lì a poco ho iniziato a subire minacce di morte da parte del Musetti, non comprendendo la motivazione poiché non c’era mai stato astio tra di noi. Poi un giorno appresi la notizia che la mia ex e il Musetti si stavano frequentando e lì è iniziato il mio inferno: minacce, video diffamatori, aggressioni a me e alla mia famiglia, senza che la giustizia, alla quale mi sono rivolto, facesse niente per arginare questi fenomeni».

Lo scorso giovedì i due si trovavano in tribunale proprio perché dovevano partecipare a un’udienza preliminare in cui il giudice avrebbe dovuto decidere se rinviare a giudizio o meno Musetti per stalking. Il 40enne è parte offesa e, in quell’udienza che poi è stata rinviata, si sarebbe costituito parte civile. Scrive che la cosa che più lo angoscia «è che se oggi mi ritrovo senza un dito e con mio padre moribondo la colpa è di chi avrebbe dovuto tutelarmi ed invece ha fatto si che si arrivasse a questo. Sono quasi tre anni che subisco le minacce di morte da parte del Musetti, i miei legali hanno fatto di tutto per tutelare me e la mia famiglia. Abbiamo chiesto più volte di essere tutelati con applicazione di misure cautelari che comportassero l’allontanamento del Musetti dalla mia persona e dai luoghi che io abitualmente frequentavo, ma il magistrato non ha mai fatto nulla. Mi sono rivolto anche al procuratore scrivendogli una lettera per informarlo di quello che stava accadendo ma anche da lui non ho mai ricevuto risposta. Addirittura uno dei mie avvocati ha subito delle minacce in video che è circolato tra numerose persone».

Adesso il personal trainer si sta attivando «per verificare se ci siano delle responsabilità di chi ha preso in mano i miei fascicoli, mi rivolgerò se necessario alla corte europea dei diritti dell’uomo. Ormai è sotto gli occhi di tutti che la giustizia non esiste si sente in continuazione parlare di crimini che si potevano evitare ma per colpa di un sistema malato ed inefficiente invece hanno trovato modo di essere attuati, proprio come è successo a me che dopo quasi tre anni di stalking da parte di un pregiudicato con svariati casi di imputazioni alle spalle hanno permesso che venisse commesso addirittura in un luogo dove dovrebbe essere impossibile rimanere aggrediti».

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