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Emergenza bonifiche a Massa Carrara, è corsa contro il tempo

Le istituzioni in prefettura annunciano l’avvio del percorso per la realizzazione degli interventi di bonifica

In 12 mesi occorre approvare il progetto e appaltarlo, sennò addio a 22,5 milioni

Le buone notizie non mancano. C’è un tavolo istituzionale coordinato dal Ministero per la transizione ecologica per risolvere il problema. C’è un progetto definitivo – consegnato giovedì scorso da Sogesid (società in house del Mite)– che aspetta di essere approvato a Roma e Roma promette di far presto. E c’è una unità di intenti da parte delle istituzioni in campo nonostante le diversità politiche. Ma non si può dire che la partita bonifiche sia a un passo dalla soluzione. Perché il tempo sta per scadere. Il tempo – 12 mesi – per non perdere quei 22,5 milioni di euro a disposizione dal 2018 per mettere in sicurezza la falda acquifera dai veleni lasciati dalle aziende chimiche che qui hanno prosperato e, alla fine, se ne sono andate senza portarsi via i metalli pesanti, le diossine e il lungo elenco di inquinanti che ancora si trovano nei terreni dove operavano. Lo sanno bene i rappresentanti del Governo, della Regione, della Provincia e dei Comuni di Massa e Carrara. Che tuttavia ieri – in occasione della prima riunione del tavolo politico promosso da Ilaria Fontana, sottosegretaria al Ministero della transizione ecologica con delega alle bonifiche, per monitorare lo stato di attuazione degli interventi nel Sito di interesse nazionale (Sin) di Massa e Carrara – si sono assunti l’onore e l’onore di un impegno con i cittadini: bonificare, mettere in sicurezza la falda, far ripartire le attività produttive in quelle aree “congelate” da un inquinamento sul quale grava (anche) il sospetto di essere tra i fattori della maggiore incidenza in provincia di malattie gravi tra la popolazione.

I SOLDI E IL PROGETTO


Per farlo intanto occorre spendere entro il 2022 (termine per l’affidamento dei lavori pena la perdita delle risorse) quei soldi che arrivano da un Fondo ministeriale per lo sviluppo e la coesione, già nella disponibilità della Regione tramite il soggetto attuatore (che ha redatto il progetto definitivo) Sogesid. Risorse che, è stato precisato ieri, «non basteranno a coprire l’intero importo degli interventi». Serviranno altri 5,7 milioni di euro, «che non possono arrivare dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr)» è stato precisato, per finanziare in toto la realizzazione di barriere di contenimento degli inquinati (quattro a valle delle aree ex Ferroleghe, ex Eni Agricoltura, ex Farmoplant e ex Italiana Coke) a protezione della falda acquifera e di un depuratore per il trattamento delle acque.

IL TAVOLO ISTITUZIONALE

«Ho voluto fortemente questo tavolo istituzionale – ha Ilaria Fontana – per dare risposte ai cittadini occorre fare squadra e questa formazione è la risposta. Le bonifiche sono il punto di partenza per la transizione ecologica e questo tavolo è necessario per capire come risolvere le criticità». Fontana ha effettuato, nella mattinata di ieri, alcuni sopralluoghi – nell'area ex Eni Agricoltura e all'impianto del gestore Gaia all'interno del quale verrà fatto l'impianto di trattamento – insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali e al prefetto Claudio Ventrice. «C’è già una prossima data per vederci, intorno alla metà di gennaio: siamo pienamente operativi» ha concluso. Al tavolo anche il presidente della Regione Eugenio Giani: «Questo sarà il nostro modo di procedere, un modo concertato, condiviso, teso alla valorizzazione dei territori. Un gioco di squadra finalizzato a mettere in sicurezza un’area di grande potenzialità dal punto di vista produttivo e di sviluppo. Ma il presupposto è la bonifica». La sottosegretaria Fontana ha aggiunto: «Sono in corso con la Regione le opportune interlocuzioni per la completa copertura finanziaria dell’intervento». «Abbiamo chiesto l’approvazione del progetto definitivo per arrivare rapidamente ad affidare i lavori» ha aggiunto l’assessore all’ambiente della Regione Monia Monni ricordando la scadenza del 2022 «entro la quale dobbiamo individuare il soggetto che realizzerà gli interventi, in modo da essere nelle condizione di poter disporre dei 22,5 milioni di fondi Fsc. Questa è un’operazione che ha valore non solo ambientale ma anche di giustizia sociale perché restituiremo una vasta area ai cittadini». L’apertura del tavolo è stata salutata con soddisfazione da presidente della Provincia Gianni Lorenzetti e dai sindaci di Massa, Francesco Persiani, e Carrara, Francesco De Pasquale. Lorenzetti ha chiesto «tempi certi» sottolineando l’importanza anche di un altro impegno assunto dal ministero: l’approvazione di un decreto «con il quale dire alle imprese cosa devono fare in quelle aree» ha anticipato Fontana. Perché il tema delle bonifiche non è solo quello legato alle barriere e all’impianto di depurazione. Quelle aree debbono tornare ad essere produttive. «Rileviamo con soddisfazione nel quadro economico sono previste risorse sufficienti ad avviare l’intervento per la rimozione del cumulo dell’area area ex Ferroleghe – ha spiegato De Pasquale – per completare l’opera serviranno altri investimenti, che abbiamo già chiesto di stanziare. Sull’area Eni-Rewind (ex Syndiall) dove la bonifica è già in corso, come Comune abbiamo aspettative importanti per il dopo restituzione». «Partire con gli interventi è importante per l'ambiente, per la ripresa dell'economia apuana, per la salute dei nostri concittadini – conclude Persiani – . Ora è il momento di concretizzare tutto ciò che è stato detto negli anni e da questo tavolo, che diventerà permanente, sono certo che potranno arrivare risultati significativi».

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