Card e mappe a tema: Le brigate partigiane e la Lunigiana in un gioco di strategia da tavolo

“Resistenza” è ideato da Alessio Serafini con Archivi: «Può aiutare per far conoscere la storia della Liberazione»

FOSDINOVO. «La Resistenza non è un gioco, ma giocare può aiutare a far conoscere la storia della lotta di Liberazione». Il messaggio che arriva dai promotori del progetto è chiaro: il tema è di quelli seri, complessi, impensabile forse associarlo alla parola “gioco”, ma una modalità maggiormente accessibile può aiutare a trasmettere certi messaggi.

E qui entra in scena Alessio Serafini, 44 anni tra qualche settimana, originario di Rometta, frazione di Fivizzano, docente di fisica in un’università londinese. Sette anni fa tornando dal 25 aprile di Fosdinovo (leggi, ovviamente, “Fino al cuore della rivolta”) ha un’idea: «Sono un “nerd”, da sempre appassionato di giochi da tavolo, di strategia e mi sono detto ma perché non fare un gioco sulla Resistenza e sulla Lunigiana?», racconta quando il gioco viene presentato nei canali social nelle scorse ore. Il tempo per tradurre l’idea in fatti è arrivato durante i mesi di lockdown. Poi la collaborazione con Archivi della Resistenza-Circolo Edoardo Bassignani, per quel «gioco di strategia che rievoca la Resistenza durante la Seconda guerra mondiale». Così spiegano proprio dagli Archivi della Resistenza da dove hanno lanciato una raccolta fondi web ad hoc.

Il progetto – che ha incassato il patrocinio dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, l’Anpi, il Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo e l’Istituto Storico della Resistenza Apuana (Isra) – mira attraverso il crowdfunding a una prima tiratura di cento copie. «Un gioco da uno a sei giocatori che diventano brigate partigiane insieme contro il gioco che rappresenta le forze di occupazione nazi-fascista. Si segue una narrazione cronologica e storica puntuale, ma c’è anche una certa libertà per le brigate», spiega l’ideatore che ha condensato la sua passione, le sue capacità, le sue origini, a un progetto di memoria collettiva. Dopo l’idea, come detto, il contatto con gli Archivi della Resistenza per la consulenza scientifica. Da lì la sintesi: la storiografia, la trama da seguire e le modalità di gioco. Il quadro restituito racconta di note illustrative, una mappa della Lunigiana – più generalmente si va dalla Spezia alla provincia di Parma – e di brigate che dovranno combattere l’occupazione nazi-fascista, tra convogli nemici, rappresaglie da evitare e l’obiettivo della liberazione.

«Ci sono le stragi nazi-fasciste: Mommio, Canova, Fosse del Frigido, Vinca, San Terenzo Monti, Bergiola Foscalina. Ci sono i personaggi – Vanda Bianchi, Giorgio Mori, Graziella Tassi (ancora in vita questi ultimi due), Almo Bertolini, Giuseppina Cogliolo e Vegliante Torri – che si possono scegliere e quelli con carte “evento” dedicate (Laura Seghettini, Dante Castellucci, Edoardo Bassignani, Bruno Bacci e Domenico Azzari)». «Essendo un gioco cooperativo, può essere giocato anche da gruppi in cui una sola persona conosca bene le regole. Ha una versione semplificata, anche se inevitabilmente è un gioco complesso e serio, non da divertimento, per intenderci, visto l’argomento che andiamo a trattare», chiosa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA