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Gaia sbaglia i calcoli nelle fatture del 2020: ecco quanto dovrà rimborsare agli utenti

Nella foto grande gli uffici di Gaia in Viale Stazione

L’ammissione dell’errore sui tributi per le partite pregresse in una lettera al comitato “Il Mondo nelle nostre mani”

MASSA. La questione è tecnicissima, ma il succo – di immediata comprensione – è che Gaia, il gestore idrico, ha fatturato un milione di euro in più nelle nostre bollette. E quel milione adesso deve rimborsarlo.

«A seguito di una verifica interna – spiega infatti Gaia ad un utente – è stato accertato che la società ha erroneamente considerato, per il calcolo dell’importo da fatturare nel 2020, il valore di euro 3.804.018, anziché l’importo di euro 2.354.663».


Il gigantesco errore nel calcolo di bollette dell’acqua quasi tutte già riscosse (la sola rata del 2020 ancora da incassare è quella che dovrà essere versata il prossimo dicembre) frutterà agli utenti un risarcimento complessivo di circa un milione e 450mila euro. Ad ammettere lo sbaglio è il direttore di Gaia Spa Paolo Peruzzi, in una risposta indirizzata al presidente del comitato “Il Mondo nelle nostre mani” Pietro Morelli ed al suo vice Luca Iacopetti, che avevano scritto più volte alla società per segnalare quelle che, a loro dire, costituivano delle “incongruenze”, chiedendole anche di chiarire il motivo per cui il gestore dovesse recuperare come partite pregresse ( una sorta di congluaglio tariffario per investiemnti fatti ndr) del 2020 la somma di 3,8 circa anziché quella di 2,3 milioni come indicato nel decreto del direttore generale 34 del 2015.

«Come comitato – scrivono Morelli e Iacopetti – riceviamo molte osservazioni sul caro bolletta del gestore idrico Gaia. Dopo una seria e duratura analisi, abbiamo riscontrato che i dubbi sono fondati. Premettendo che le bollette sono di difficile lettura, per non dire quasi confuse, vorremmo far notare che l’ammontare progressivo delle “Partite pregresse”, con un primo decreto del direttore generale dell’Autorità idrica toscana (Ait) veniva addebitato all’utenza fino al termine del 2018». Questo termine, però, con un decreto successivo, è stato prorogato a fine 2020.

«Siamo rimasti basiti – proseguono Morelli e Iacopetti – nel riscontrare che ad oggi la voce “Partite pregresse” è ancora presente nelle bollette dell’acqua».

La paura dei due esponenti del comitato è che questo rappresenti «un recupero che continua a pesare sulle tasche dei cittadini». Morelli e Iacopetti avevano segnalato tali perplessità anche al difensore civico regionale e all’Ait, ricevendo da quest’ultima una risposta a loro dire «molto semplicistica e non esaustiva». «L’importo di euro 3.804.018 – scrive Peruzzi nella sua risposta, indirizzata per conoscenza anche all’Ait ed al difensore civico della Toscana – attiene alle somme da corrispondere ai comuni per il piano di rientro connesso alle partite pregresse, ed è superiore nel solo anno 2020 all’importo da fatturare in bolletta agli utenti perché al lordo delle penali derivanti dagli obblighi di comunicazione. La quantificazione dell’importo unitario al metro cubo per l’anno 2020 quindi – prosegue la spiegazione del direttore di Gaia- è stata erroneamente determinata in 0,065633 euro al metro cubo al posto di 0,040626 euro al metro cubo».

Per riparare all’errore Gaia dovrà rimborsare nella prima bolletta utile quanto fatturato in eccesso di competenza 2020, restituendo gli importi finora addebitati e riaddebitando quelli corretti delle partite pregresse, calcolandoli in base all’importo unitario di 0,040626 euro al metro cubo. Per quanto riguarda gli anni anteriori al 2020, invece, la società «conferma la correttezza di quanto fatturato, tra l’altro in misura inferiore rispetto a quanto deliberato nel decreto del direttore generale del 2015».

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