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Sanità promossa: pronto soccorso al top. Noa da dieci nella cura del tumore al seno

L'ingresso dell'ospedale delle Apuane

Ma troppi interventi al colon nei malati già operati e troppi pazienti che chiedono le dimissioni volontarie

MASSA. A parlare sono i numeri. Quelli definiti – dopo indagini ed analisi statistiche – dal laboratorio di management e sanità (MeS) della scuola Sant’Anna di Pisa. Dati che fotografano – oltre la nostra percezione – la qualità della sanità o meglio, la sua capacità di rispondere ai bisogni reali dei cittadini. In ospedale e sul territorio.

E il Sant’Anna parla chiaro: in quel di Massa Carrara sono stati centrati risultati importanti e il Noa garantisce performance elevate. Certo ci sono ancora obbiettivi da raggiungere, ma per ben dieci indicatori – dalla cura del tumore alla mammella, alla diagnosi all’accesso in pronto soccorso – siamo davvero bravi. I ricercatori hanno immaginato un sistema in pieno stile “tiro al bersaglio”: il centro è verde, la parte più estera rossa con tutte le gradazioni del caso.


Le donne apuane sanno benissimo – e il Mes lo conferma – che il percorso di cura del tumore al seno è un’eccellenza: il nostro ospedale si conquista il voto massimo (5 su 5), sia per numero di operazioni chirurgiche, sia per qualità degli interventi conservativi. Ma siamo un’eccellenza anche nella cura delle fratture di femore: il Noa si conquista un bel 4,85 con una percentuale di fratture curate nelle 48 ore che è pari all’ 88,93 per cento, ben superiore rispetto alla media toscana che si attesta al 75 per cento. Bersaglio centrato anche per il basso numero di episiotomie, le incisioni al momento del parto (su un voto massimo di 5, il Noa ottiene 4,77).

Eccellenza apuana il pronto soccorso, non solo quello del Noa, ma anche quello di Fivizzano e Pontremoli. Il Mes valuta il numero di re-ingressi: vale a dire il numero di pazienti che, dopo le dimissioni, tornano. Bene, su quel fronte a Massa Carrara l’efficienza è massima: tutti e tre gli ospedali centrano il bersaglio e sfiorano il 5. Al pronto soccorso del Noa è stato rilevato anche il tempo di attesa per cui l’ospedale si colloca in piena fascia verde.

Ci sono i bersagli centrati e quelli sfiorati: fascia verde e voti comunque alti per le colecistectomie con chirurgia mini invasiva (voto 3,66 su 5), i ricoveri da pronto soccorso in chirurgia (3,64) e le terapie post infarto (il Noa ha un 3,12 su 5).

Luci, ma pure ombre perché l’ospedale delle Apuane qualche tiro – sempre per rimanere alla metafora del bersaglio – proprio l’ha sbagliato. Fascia rossa e voti bassissimi per il numero di pazienti che chiedono le dimissioni volontarie:1,6 per cento rispetto – per fare un raffronto – all’ 0,1 per cento dell’ospedale del cuore. In zona rossa anche per i pazienti con tumore al colon retto rioperati nel 30 giorni successivi al primo intervento. Zona giallo arancio – con margini di miglioramento – per la donazione degli organi.

Sanità però non è solo ospedale, ma anche territorio. Tradotto: servizi distrettuali e case della salute. A Massa, il dato è relativo al 2020, il bersaglio è stato centrato – la cosa potrà stupire i massesi – per monitoraggio dei tempi di attesa: un bell’aiuto potrebbe averlo dato in questo senso, la diminuzione di prestazioni erogate in periodo Covid. Buoni risultati, superiori a 3 su una scala da 0 a 5 sul fronte dell’assistenza residenziale (3,96), della salute mentale territoriale (3,63), delle cure palliative (3,55), del sistema 118 (3,43), del percorso ictus (3,35), dell’assistenza territoriale alle donne in gravidanza (3,33).

Completamente fuori bersaglio, in piena zona rossa, la appropriatezza farmaceutica. Semplificando: medicine che non servono, con conseguente incremento di spesa. Bene, a confine tra la fascia verde e quella gialla, quindi non lontano dal bersaglio, gli screening oncologici.

Insomma, i margini di miglioramento ci sono, ma la sanità apuana davvero non è – in uno strano gioco di parole – in cattiva salute.

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