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Coca ordinata e consegnata a casa: stop alla droga a domicilio

Perquisizioni della polizia in un appartamento

 Dieci arresti, sequestrate 5mila dosi. Il "servizio" era organizzato come un vero e proprio delivery

MASSA. Pensano proprio a tutto: si procurano il prodotto, lo conservano e lo consegnano pure. Se il cliente preferisce non muoversi dal divano, beh ci pensano loro ad organizzare il trasporto. Un vero e proprio delivery. Peccato però che il corriere non suoni al campanello con le buste della spesa o il libro ordinato on line, ma con dosi di droga, spesso cocaina purissima. A smantellare quel mercato della droga sono stati ieri – nell’ambito dell’operazione “Ultimo Giorno” – gli uomini della sezione narcotici della squadra mobile, guidati da Antonio Dulvi Corcione: per dieci persone è scattata la misura cautelare dell’arresto in carcere. Tutti residenti nella nostra provincia, a Massa, Carrara, Avenza e Aulla. Nove di loro sono stranieri, uno italiano. La polizia ha anche sequestrato 5mila dosi di cocaina, pronte per finire sul mercato apuano e versiliese. Un sistema collaudato, quello smantellato dalla narcotici, sistema in cui ciascuno aveva un ruolo assegnato: dalla fornitura della droga, alla custodia fino alla consegna. Senza dimenticare chi faceva la sentinella e si assicurava che gli scambi con i clienti fossero sottratti da occhi indiscreti. Pezzi grossi e fiancheggiatori che insieme gestivano il mercato dello spaccio.

La droga veniva nascosta, anche in grandi quantità, nei posti più disparati: in casa di uno degli arrestati, nei cassetti della biancheria in appartamenti nel cuore di Marina di Massa, in auto posteggiate, come nulla fosse, nelle strade della città.

A volte, invece, la cocaina era conservata in terreni incolti, in luoghi impervi e difficilmente raggiungibili dove nessuno – erano certi i dieci complici – sarebbe andato. Tanto meno a cercare droga. In ogni caso, a “vigilare” sulla droga c’erano i “custodi”: il loro compito è non perdere mai di vista la coca e assicurasi che nessuno la trovi. Il gruppo si procura la droga, la nasconde , ma – è l’altra fase della “filiera” – la lavora pure e la suddivide in dosi. I poliziotti, durante le perquisizioni, trovano infatti il materiale per il confezionamento: il nylon termosaldato e la macchina del sottovuoto per la conservazione, i bilancini di precisione, gli strumenti per il “taglio”. Una volta pronte, le dosi – è l’ultima fase – vengono consegnate: e se il cliente vuole evitare rischi e preferisce la consegna a domicilio, il gruppo garantisce anche il delivery e porta la merce a casa. Nell’ambito dell’operazione “Ultimo giorno”, coordinata dal sostituto procuratore Marco Mansi, nella rete dei controlli finiscono infatti anche molti consumatori per i quali è scattata la denuncia per detenzione illecita di stupefacenti. I poliziotti li trovano in possesso di droga: quantità ridotte che non fanno presumere lo spaccio, ma che sono giustificabili con il consumo personale. Per le dieci persone che hanno messo in piedi il sistema, dalla fornitura alla consegna, scattano gli arresti: il quadro indiziario a loro carico è pesante. La polizia per mesi ha svolto indagini, ha pedinato le persone coinvolte, tenuto d’occhio le auto con cui si muovono, “fotografato” ogni movimento. Ieri gli arresti e le perquisizioni con le 5mila dosi sequestrate e sottratte al “mercato” apuoversiliese.


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