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Sì ai wc chimici a Marina di Carrara

Alcuni ragazzi intenti a urinare nell’area del parcheggio in via Venezia e a fianco un ragazzo che vomita sul marciapiede nel cuore di Marina di Carrara

Anche dal comitato di zona approvano l’idea di nuove toilette in zona movida

MARINA DI CARRARA. Bagni pubblici contro l’urina selvaggia della gioventù della movida.

A condividere l’idea lanciata da Alessandro Incerti, artigiano che vive e lavora nel cuore della movida, è Gino Stefanini del comitato di zona Marina di Carrara, dopo che nel nostro servizio di mercoledì abbiamo documentato che nel fine settimana 89 ragazzi hanno fatto pipì nell’area del piccolo parcheggio dell’ex hotel Margherita di via Venezia.


La denuncia l’aveva fatta, appunto, il residente Alessandro Incerti, dopo aver visionato le immagini delle sue telecamere di sicurezza e aver contato proprio gli 89 giovani, fra ragazzi e ragazze. Per arginare il fenomeno incerti aveva proposto i cosiddetti bagni chimici.

Ma per Stefanini, che da sempre ha denunciato come le strade di Marina siano usate come bagni pubblici, i wc chimici non sono una soluzione, anzi: «quando abbiamo sollevato noi il problema – racconta - ci consideravano dei rompi balle e ci dicevano che è così da sempre e che se non ci stava bene dovevamo cambiare casa. I bagni chimici non sono la giusta soluzione, non sono igienici e puzzano quanto la pipì in strada. Serve una soluzione radicale e igienica, e l’unica è quella di creare dei bagni pubblici in muratura, come in tutte le zone dove ci sono movida e turisti. Della pipì fatta per strada e del vomito abbiamo più volte denunciato e scritto all’amministrazione, abbiamo sollevato il problema con Nausicaa, ma ad oggi la situazione è uguale. Adesso è inverno e le finestre sono chiuse, ma l’estate tra odore di urina e di vomito non si riesce a stare in casa. I bagni pubblici a pagamento sono necessari. Devono essere in muratura, per donne, uomini e disabili, e ci dovrebbe essere del personale fisso a tenerli puliti. Se analizziamo la situazione non vedo altra soluzione. In zona ci sono sei bar aperti, ma i ragazzi nel fine settimana sono cinquecento, a volte seicento, se non mille. È impossibile che questi sei bar riescano a smaltire tutte le pipì, anche perché dopo tre o quattro birre che ti scappi è fisiologico, e la devi pur fare da qualche parte. Poi non tutti questi ragazzetti consumano nei bar, qualcuno si porta da bere da casa e quindi hanno vergogna ad entrare nel bar e chiedere di andare in bagno. Le soluzioni se c’è la volontà si trovano – prosegue Stefanini – dall’inizio della stagione estiva di cose ne sono state fatte, sia sul profilo della sicurezza sia su quello delle risse. Sanzionare chi fa pipì per strada non è una soluzione, perché se ti scappa ti scappa. Ci sono molti posti dove poter realizzare bagni pubblici a pagamento. Ma non sta a me dire dove e come. A questa cosa ci deve pensare l’amministrazione, è seriamente».

«Sulla movida ci sono cose che sono state risolte – continua Stefanini – Cerchiamo di risolvere anche questo problema. Fare una decina di servizi igienici non dovrebbe essere una spesa folle. Individuare un luogo dove farli e mantenerli puliti non penso sia così impegnativo. Ci vuole solo la volontà. Ripeto adesso è inverno e le finestre sono chiuse, spesso piove e la strada si lava da sola. Ma in piena estate c’è puzza di urina e di vomito, noi residenti non riusciamo a sopportarla la puzza. Nausicaa non ci aiuta quando chiediamo di lavare le strade. In tanti si lavano la strada davanti a casa, io sono uno di questi, ma sarebbe più giusto realizzare dei servizi pubblici a beneficio di tutta la città, non solo dei ragazzi che frequentano la movida. Avere a disposizione una struttura pulita e con personale, è meglio di fare pipì in strada in mezzo alle macchine».

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