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Sanac: nessuno compra, baratro vicino. I sindacati: «Ora sciopero provinciale»

Acciaierie d’Italia (ex Ilva) offre solo una “manifestazione di interesse” e non riapre gli ordini di materiali refrattari

MASSA. Sale ancora l’allarme per il futuro di Sanac e i suoi 350 operai specializzati di cui 110 nello stabilimento di Massa. E i sindacati alzano il livello di mobilitazione e annunciano uno sciopero provinciale.

Le parole del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, – pronto a “risolvere la questione” – , non hanno dato alcuna rassicurazione ai lavoratori. E non hanno soddisfatto certo Cgil, Cisl e Uil che adesso, attraverso un comunicato unitario, annunciano un altro autunno caldo sul fronte della vertenza: scioperi, occupazioni e manifestazioni.


«Il tempo delle attese è scaduto- scrivono Nicola Del Vecchio, segretario della Filctem, Massimo Graziani della Uiltec e Stefano Tenerini della Femca Cisl – Adesso gli accordi vanno rispettati». Il ministro Giorgetti ha confermato “tempi brevi per il nuovo bando di gara relativo alla vendita” ribadendo “l’interesse della newco di cui fa parte anche Invitalia a partecipare alla gara”, ma questo secondo i sindacati è “inaccettabile”. «Dopo due anni e mezzo – spiegano – il Governo deve chiedere con forza il rispetto degli accordi sottoscritti da parte di una multinazionale, come Arcelor Mittal, che ha beneficiato di un grande aiuto da parte dello Stato. Non ci sentiamo assolutamente tranquillizzati dalle parole del ministro Giorgetti che ha dichiarato la volontà di procedere a nuova gara e l’interesse di Acciaierie d’Italia ad avanzare un’offerta. Se davvero ci fosse questo interesse perché non si è conclusa l’acquisizione già oggi? Perché poi da giugno la società Sanac non sta più ricevendo ordini da Acciaierie d’Italia?»

Sanac, principale fornitrice di materiale refrattario per l’acciaieria ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia per l’ingresso dello Stato attraverso Invitalia, da quattro mesi non riceve più ordini dal suo principale committente e questo pesa molto, visto che circa il 60% della produzione di materiali refrattari del gruppo va ad Acciaierie d’Italia. «In questo modo – continuano le sigle sindacali – ci saranno notevoli problemi produttivi, di efficienza nei costi e occupazionali, con un forte incremento della cassa integrazione e con una possibile chiusura di siti produttivi. Riteniamo che questi due elementi, nuovo bando di gara e mancanza di ordini, possano mettere a repentaglio la sopravvivenza del gruppo Sanac, dopo i buoni risultati produttivi e occupazionali raggiunti in questi primi 9 mesi del 2021».

La prossima settimana, la deputata apuana del Pd Martina Nardi, presidente della commissione Attività produttive della Camera, ha convocato la commissione per una serie di audizioni su Sanac, in un momento in cui, però, il dibattito su Sanac ha già preso fuoco. «Ora il governo faccia il suo dovere – concludono i sindacati – faccia rispettare gli impegni presi ad una multinazionale. Vale per Sanac come per le altre vertenze aperte nel paese».

E a sostegno delle loro richieste Cgil, Cisl e Uil lanciano la mobilitazione: «Nei prossimi giorni metteremo in campo iniziative territoriali e nazionali e chiameremo a tutto il territorio di sostenere una nostra grande mobilitazione territoriale Faremo iniziative di forte protesta, invitiamo tutta la cittadinanza a essere al nostro fianco per difendere il diritto al lavoro e per garantire un futuro a questo territorio».

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